NARDO' - Ho sentito parlare per la prima volta del progetto di lottizzazione della Sarparea una sera dell'estate 2010, in piazzetta delle erbe a Nardò. Un amico, incontrato casualmente, mi ha informato dopo aver visto un avviso pubblicato sul sito della Regione Puglia, preoccupato che il progetto potesse distruggere un uliveto secolare. Incuriosito, il giorno dopo ho scaricato il progetto dal sito web dell’ufficio Urbanistica del Comune di Nardò, ho guardato la relazione illustrativa e le tavole.
Ecco ciò che si legge a pagina 13 del “Rapporto preliminare”:
“L’area è piantumata a uliveto e l’intervento, come già detto, mantiene e preserva tutti gli alberi esistenti, adeguando strade ed edifici alla loro posizione”
e ancora a pagina 30 parlando delle villette
“Le loro forme sono state determinate per meglio inserirle sul terreno senza modificare la posizione degli alberi di ulivo esistenti”
Dopo aver letto molte rassicurazioni di questo tipo anche sul Rapporto ambientale, ho aperto una delle tavole del progetto e contestualmente Google Earth sul mio computer ed ho fatto una sommaria indagine ad occhio nudo. Ricordo di aver chiamato anche mia moglie facendole la semplicissima domanda: secondo te ci entrano le villette tra gli ulivi? La risposta, senza dubbi, è stata no! Ed è no per qualunque persona di buon senso e che conosca i luoghi.
Siccome il buon senso non basta, il Comitato per la Tutela del Paesaggio e Italia Nostra hanno prodotto tavole sovrapponendo il progetto con gli ulivi: la Regione, dunque, ha preso atto delle nuove elaborazioni negando l’autorizzazione paesaggistica la prima volta. Ma concedendola poi, la seconda volta, dopo una sentenza del TAR che ha annullato il primo diniego e una serie di “tavoli tecnici” dei quali i cittadini non hanno neanche avuto notizia. Si invocano le procedure partecipate, salvo poi decidere tra pochi quando i cittadini ci mettono il becco, con incontri dei quali non è possibile neanche leggere un verbale.
Adesso compare un secondo progetto, “migliorativo” rispetto al primo ma che prevede l’espianto di 40 ulivi, nonostante la riduzione del 30% della cubatura. Saranno molti di più ma almeno questa volta si dice una verità: non si può costruire senza tirare un po’ di alberi. E sono comparsi anche gli ulivi monumentali: all’epoca del primo progetto ve ne erano solo 19 censiti in un’area limitrofa, nessuno in quella dell’intervento. A seguito di segnalazioni, il censimento è cominciato anche lì e a numerosi ulivi è stato dato il titolo di “monumentale”. Titolo meritato e che li tutela, al punto che alcune abitazioni non si possono più realizzare. Ma tanti meritevoli sono rimasti senza titolo: capita alla persone ma, pare, anche agli alberi. Opinione personale? Direi di no, visto che la Commissione Ulivi della Regione Puglia ritiene che più del 60% degli ulivi della Sarparea sia monumentale e che l’uliveto stesso debba essere dichiarato tale.
E il parere della Commissione non è nascosto tra le carte che nessuno legge ma è riportato tra i visti della delibera di Giunta Regionale con la quale si concede l’autorizzazione paesaggistica. Eppure quel visto rimane lettera morta, non è smentito da successivi “visto” o “considerato”, è semplicemente ignorato. E allora mi chiedo: perché la Giunta Regionale non ha proceduto a dichiarare la monumentalità dell’uliveto? Avrebbe poi potuto rilasciare l’autorizzazione paesaggistica al piano di lottizzazione?
















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