NARDO' - Una raffica di ordinanze emesse dal capo dell’ufficio tecnico del Comune per far mettere in regola i residenti di via Carrino. Tutto è stato pubblicato sull'albo pretorio.
Si tratta di diversi atti pubblicati dal Comune di Nardò il 19 gennaio con cui l’Amministrazione comunale guidata da Pippi Mellone tenta di mettere ordine in alcune case originariamente destinate agli anziani e poi occupate da diverse famiglie.
Le ordinanze intimano il rispristino dello stato dei luoghi per ora a cinque nuclei famigliari ma i controlli della polizia municipale, già effettuati nel corso dello scorso autunno, potrebbero dar luogo ad altri rilievi. In ogni caso si tratta di opere realizzate senza i necessari atti autorizzativi, pericolose per chi è il proprietario degli immobili (il Comune) ma anche per chi le ha realizzate senza controllo e progetti. Se venissero giù, cagionando danni fisici agli occupanti degli appartamenti o a terze persone, sarebbero problemi grossi per chi le ha realizzate ma, soprattutto, per l’Amministrazione comunale e i suoi responsabili.
Da ciò gli atti, in seguito a rilievi e accertamenti da parte della polizia locale in materia edilizia ed urbanistica, che intimano agli occupanti gli appartamenti a ripristinare lo stato dei luoghi per un abuso realizzato su suoli di proprietà di un ente pubblico. L’inottemperanza della demolizione, infine, consentirebbe al Comune di irrogare una sanzione pecuniaria di un importo compreso tra duemila e 20mila euro.
Le modifiche effettuate senza assenso da parte dell’ente pubblico proprietario dell’immobile sono diverse. Si va da un interi porticato in legno di venti metri quadrati con paletti affiancati di circa due metri di altezza. In un’altra situazione una inquilina ha realizzato una rete sorretta da paletti di ferro di due metri con varco di accesso di tipo pedonale. In un terzo episodio oltre ad un recinto interamente realizzato come uno steccato di legno i locali comuni sono stati unificati all’alloggio. Stesso problema, quello della recinzione e dei porticati, si verifica in due altri casi rilevati e evidenziati dalla polizia locale.
Le questioni che riguardano gli alloggi popolari, sia di proprietà comunale che dell’ex Iacp, sono caratterizzate da disordine e, spesso, evidente assenza di legalità: è notizia di tre giorni fa che, in presenza della salma dell’inquilina, da poco deceduta, ancora in casa, ci fossero già alcuni potenziali occupanti abusivi pronti a prendere possesso dell’alloggio. Fatto accaduto proprio a Nardò in zona 167.
















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