NARDO' - Per fortuna non si evocano armi pesanti ma si fa un bel "buh!" ai confinanti.
È evidente, casomai ce ne fosse bisogno, che quando sostenevamo che la “solidarietà ambientale” per Porto Cesareo va a senso unico avevamo pienamente ragione.
Oggi, infatti, è stata pubblicata la delibera con cui il CdA dell’Area Marina Protetta ha respinto la proposta di inserire il nome di Nardò nella denominazione del Consorzio. A favore si sono espressi i consiglieri neritini, mentre quelli di "nomina" cesarina hanno continuato nella loro azione di osteggiare la Città di Nardò, così come avvenuto anche in occasione della richiesta di ampliamento dell’Area marina al tratto di mare prospiciente Portoselvaggio.
A questo punto, visto che comunque la decisone finale spetta all’Assemblea del Consorzio di gestione dell’AMP, composto dai sindaci dei Comuni di Nardò e Porto Cesareo, nonché dal presidente della Provincia, chiediamo a questi ultimi di riparare il torto e disporre il cambio di denominazione da Area Marina Protetta di Porto Cesareo ad “Area Marina Protetta di Porto Cesareo e Nardò”, come buonsenso vorrebbe.
Solo in questo modo, infatti, verrebbero veramente superate quelle logiche campanilistiche che Nardò ha dimostrato, con i fatti, di aver già superato.
Mino Natalizio
















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