NARDO' - Un libro in ogni famiglia. E un articolo tutto da leggere.
Mario Mennonna ed Enrico Carmine Ciarfera, continuando nella loro collaborazione di studiosi, propongono, con vastità di ricerca e rigore scientifico, il volume Quanto ti ho amata, Italia mia! I Neritini nella Grande Guerra (1915-1918), Congedo Editore, 2017.
L’opera riporta pagine inedite della recente storia locale di Nardò e propone un’analisi e una conoscenza di eventi, che coinvolgono ogni singola famiglia, tra le cui fila annovera chi ha combattuto, chi è ritornato invalido e mutilato e chi ha perso la vita nella Grande Guerra del 1915-1918.
Spalanca un nuovo panorama di ricerca, che non termina con questo volume, e sottolinea la necessità di intraprendere studi su fasi storiche inesplorate.
Da Nardò partirono 2.811, morirono 283, rimasero mutilati ed invalidi 72, furono decorati 327.
Va subito detto che la presente ricerca restituisce il dovuto tributo a ben 192 Caduti, non riportati nella Lapide in piazza Salandra, per cui bisogna provvedere a colmare tale impietosa lacuna; nonché 21 Caduti mancano nello stesso Albo d’Oro.
In questo volume la ricostruzione storica delle vicende riguardanti Nardò e i suoi giovani figli, che viene proposta, sulla spinta anche dalla ricorrenza dei cento anni da quel 1915, intende, da una parte, sottrarre dall’oblio chi, al fronte, si è cimentato con la morte per la propria terra e chi, in città, ha sofferto limitazioni e lutti per i propri cari nei campi di battaglia, e, dall’altra, compiere un primo punto organico su questo evento, al di fuori di ogni retorica e di tanti luoghi comuni. E non solo. Intende, inoltre, contribuire a suscitare quella passione di identità, di amor patrio, di impegno civile e di operosità per la propria terra, che sembra sfumare in distrazioni più varie, mentre ogni generazione è chiamata a vivere affinché la propria comunità possa vincere la stagnazione dell’inerzia e sviluppare energie e potenzialità per la crescita nella libertà, nella pace e nella condivisione.
Con queste finalità gli Autori ritengono di rendere omaggio ai genitori e ai nonni, che furono attori di una guerra che con il freddo delle carte delle tattiche dei comandi militari, a volte senza considerazioni di natura umana, trafiggeva il caldo dei sentimenti e delle coscienze dei semplici soldati, soprattutto di quei tanti giovani e «ragazzi» lanciati all’«assalto» per una patria, per non pochi fino ad allora lontana ed estranea, da completare e da difendere.
Ampio spazio, poi, è dedicato, all’eco delle morti dei soldati al fronte, per quanto nobilitate dalla propaganda bellica, giungeva nelle periferie tra le case che pativano l’assenza di padri, mariti, figli e fratelli. E l’eco delle sofferenze della gente in città, per quanto censurata, penetrava nel cuore delle trincee, eroicamente sofferente.
Articolata e complessa è stata la ricerca. Questa ha avuto come punto di partenza l’esame dei Registri delle nascite e, quindi, delle Liste di leva del Comune di Nardò, contenenti l’elenco dei coscritti nativi e/o residenti all’atto della loro stesura, nel territorio comunale, pur sapendo che per le pure limitate migrazioni interne dovute a necessità lavorative, di carattere familiare e, per alcune classi, il lungo tempo trascorso fra la chiamata alla leva e lo scoppio della guerra, qualche coscritto poteva risultare residente in altro comune.
Pertanto abbiamo deciso di fare un controllo incrociato fra le Liste di leva comunali, i Ruoli Matricolari, l’elenco dei Caduti riportati sulla Lapide ufficiale del Comune di Nardò, locata sulla facciata dell’ex Palazzo Comunale (in piazza Salandra), i Registri delle morti e i Registri dei matrimoni del Comune di Nardò, i Registri di Battesimo e i Registri di morte parrocchiali (della parrocchia della Maria SS. Assunta, la Cattedrale), l’elenco riportato nell’Albo comunale dei morti della città di Nardò ed il volume Militari caduti nella guerra nazionale 1915-1918. Albo d’Oro, vol. XVIII, Puglie (Provincia di Lecce), a cura del Ministero della Guerra, del 1929.
Si sono succedute visite personali presso famiglie per documenti e cimeli di propri combattenti, mentre si sviluppava la collaborazione di amici studiosi presso Archivi (Comunale di Nardò, Parrocchiale della Cattedrale, Diocesano di Nardò, di Stato di Lecce e qualche Archivio di Comuni con riferimento ai combattenti nativi), presso il Centro Documentale di Lecce e il Ministero della Difesa «Servizio Onorcaduti», la Biblioteca comunale di Nardò, l’Archivio di giornali, i vari siti internet di Associazioni militari nazionali, i Sacrari e i Cimiteri militari e civili, nonché comunicati stampa sui siti on line cittadini e nella stessa rete di facebook.
















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