NARDO' - "La propaganda diventa stucchevole e a volte gioca brutti scherzi. Nell’ultima assemblea il consigliere Giuranna ha fatto riferimento ad una maggioranza di cui il sottoscritto non si sarebbe mai sentito parte".
“A me – non risulta che vi siano mai state riunioni, non so davvero a questo punto – afferma Giancarlo Marinaci – di quale maggioranza si tratti. Non comprendo piuttosto il silenzio imbarazzato di chi subisce, con un’obbedienza che inquieta, questo modo singolare di gestire la cosa pubblica, e di affrontare i problemi della comunità. Questo modo senza precedenti, più simile alla gestione della “roba” di Verghiana memoria, quando giammai possono essere plausibili simili beceri atteggiamenti nei riguardi della res che è solo e soltanto di tutti. Il comune, cari amministratori, è la casa di tutti. A me pare che in questa gestione, surreale, emerga un serio problema di identità e probabilmente anche di memoria”.
Ne sono in questo secondo caso un bell’esempio le esternazioni dell’assessore alla Cultura e al Turismo Plantera con cui si definisce la serata dedicata alla presentazione del libro di Lorella Cuccarini, e altri momenti “una ribalta per Nardò senza precedenti”! C’è infatti da chiedersi quale sia il metro di giudizio dell’assessore a cui Nardò ha affidato il suo sviluppo turistico e culturale, e se è dunque questo il massimo che la città può aspettarsi in termini di crescita culturale e di offerta turistica, indirizzata a quel “turismo di qualità” a cui questa Amm.ne dice di voler puntare.
Ci pare ingeneroso in questo spasmodico quanto vacuo desiderio di apparire a tutti i costi non rammentare le iniziative dell’assessore Leuzzi, che hanno portato a Nardò l’ambasciatrice della pace nel mondo Noa, il premio oscar della musica Piovani, Jazzisti come Bosso e Di Battista, il gospel di Cheril Porter o la tradizione di Ambrogio Sparagna e ospiti internazionali come il gruppo di musica e danza Jasmine, che all’indomani della primavera araba, ha portato da Tunisi la sua testimonianza di libertà conquistata, o come il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Tirana che ci ha fatto conoscere il folklore e la cultura del paese delle aquile. Sono stati eventi così poco intensi da non lasciare nella memoria di Plantera alcun ricordo. O forse non ne ha mai sentito parlare. “Lo spazio di attenzione miseramente ceduto ad altri” - ci chiediamo - sarebbe stato recuperato da Paperissima? O dai tendoni volti a nascondere palazzi e monumenti che hanno lasciato una scia di olio di cottura sullo storico basolato della piazza?
Giancarlo Marinaci
Vice pres. Consiglio comunale di Nardò
















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