NARDO' - Divise, come tutta la città, anche le associazioni combattentistiche e d'arma. Alcune non parteciperanno, altre faranno la "mossa". Non era mai successo nella lunga storia repubblicana del Comune. Questa Amministrazione comunale non è proprio in grado di unire, aggregare, creare amicizia e fratellanza. Nemmeno intorno ai valori più importanti di una comunità.
L’appello all’unità da parte del presidente del Consiglio comunale, Andrea Giuranna, arriva tardi: la città è ormai dilaniata e in tanti non parteciperanno alla manifestazione di domani mattina (ore 10) organizzata dal Comune. Troppo fresco il ricordo dell’anno scorso, quando il sindaco Pippi Mellone non partecipò alle celebrazioni della Liberazione per poi vedere le sue foto mentre era in gita. Ma anche tra le diverse anime della sinistra c’è maretta: due le iniziative, una al mattino da parte delle associazioni e l’altra nel pomeriggio, anche con i partiti e le loro bandiere.
Lo scollamento, dunque, è sempre più evidente e per la prima volta nella storia repubblicana diverse persone non si ritroveranno sotto il tetto della casa comunale. Paradossale, inoltre, che dentro i sodalizi i soci abbiano votato “a maggioranza” se partecipare oppure no.
“Ci maltrattano – dicono dall’associazione della polizia di Stato – e abbiamo deciso di non partecipare”. Così farà anche l’associazione dopolavoristica dei carabinieri: niente partecipazione con un messaggio fatto circolare tra i soci con cui si annuncia che “per dissidi con l’attuale Amministrazione, quest’anno non prenderemo parte alla cerimonia”. Tra le associazioni combattentistiche e d’arma mancheranno anche i marinai (la sezione è ormai chiusa) ma dovrebbe essere presente quella dei bersaglieri. Una delegazione “di facciata” con la presenza del vicepresidente sarà quella dei finanzieri che sono in causa col Comune e attendono la prima udienza dei primi di maggio. “Siamo stati tentati di non partecipare – spiegano – ma davanti ad una celebrazione così importante abbiamo deciso di evitare la protesta”.
L’associazione degli emigranti ha dovuto fare una assemblea e decidere di partecipare ma solo “a maggioranza” mentre c’è ancora incertezza sia nella Società operaia che in quella della Conquista della vita. Quasi tutti sono indispettiti per lo sfratto dalle proprie sedi sociali e per la sistemazione in maniera poco dignitosa (vedi l’associazione della polizia, in una stanza umida e inadeguata) in piazza San Pietro.
Anche nell’area laica e delle associazioni culturali e politiche orientate a sinistra ci si divide in due: al mattino (ore 11) le associazioni Anpi, Arci, Uds, Das e Nbc; nel pomeriggio (ore 18) quella di Salento Nuovo, LeU, Nbc, Nardò Liberal, Partito Democratico e Unione dei democratici e popolari.
Apparentemente la seconda manifestazione è stata organizzata perché nella prima non sarebbe stato possibile portare le bandiere.
Ma in quale celebrazione del 25 aprile non ci sono state le bandiere?
















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