NARDÒ - Finisce con una assoluzione una singolare vicenda giudiziaria a carico di un 60enne neritino. L’uomo, un lavoratore precario, era stato accusato di ricettazione ma il giudice Stefano Sernia del tribunale di Lecce ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Ezio Maria Tarantino.
La storia inizia nel 2015, a Portoselvaggio. Nell’agosto di quell’anno, un medico leccese venne derubato mentre faceva il bagno. I ladri portarono via uno zainetto che conteneva documenti, portamonete e anche due smartphone. Inevitabile la denuncia dell’episodio ai carabinieri della stazione neritina e l’immediato blocco dei telefonini. Qualche mese dopo, da uno dei due dispositivi sottratti al medico è partito un tentativo di chiamata con una sim card intestata al 60enne. Dopo alcune indagini, i carabinieri hanno effettuato una perquisizione domiciliare senza però ritrovare il telefono. L’esito negativo del controllo da parte dei carabinieri comportò la denuncia per ricettazione con il conseguente rinvio a giudizio ai danni del neritino.
Secondo l’avvocato difensore Ezio Maria Tarantino, il suo assistito sarebbe stato uno sprovveduto se avesse personalmente inserito la propria scheda telefonica in un telefono proveniente da un furto.
















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