Ora vediamo se qualche briciola arriverà anche a Nardò, come i governanti ci avevano fatto capire.
Lo scorso 27 agosto, in occasione di un incontro in Rettorato per la definizione di un protocollo d’intesa per l’avvio di corsi post-lauream (master, corsi di perfezionamento, di aggiornamento e altro), in collaborazione con l’Università di Bari, la ASL e il Comune di Gallipoli, presso l’Ospedale di Gallipoli, abbiamo discusso anche dell’ipotesi di un nuovo corso di laurea in Medicina e Chirurgia, la cui sede potrebbe essere presso la nostra Università.
Come sapete, la collaborazione con l’Università di Bari è già forte e si è concretizzata, negli ultimi due anni accademici, nell’avvio dei corsi di laurea in “Viticoltura ed Enologia” e in “Scienze Motorie e dello Sport”. Ciò testimonia tra l’altro come i nostri due Atenei siano passati, sulla base di una forte volontà politica di noi Rettori, da una logica competitiva a una logica collaborativa, nell’interesse del sistema universitario pugliese, degli studenti e delle famiglie. Esploriamo ora la possibilità, appunto, di un corso di laurea in lingua inglese in Medicina e Chirurgia. Naturalmente prima dell’avvio, che potrebbe essere a partire dall’anno accademico 2019/2020, occorrerà seguire l’iter burocratico necessario.
Contrariamente ad alcune notizie che stanno circolando, quindi, voglio chiarire che non è stato firmato alcun protocollo d’intesa, né poteva esserlo. Chi conosce i meccanismi della governance universitaria sa che l’iter è ben diverso. Fa parte delle mie competenze di Rettore elaborare proposte per il miglioramento dell’offerta formativa, occupandomi dei necessari rapporti scientifico-professionali con gli enti e le strutture con cui collaborare. Naturale, poi, che le proposte passino alla valutazione degli Organi interni d’Ateneo e che, in seguito, continuino l’iter a livello regionale e nazionale presso le sedi competenti. I decisori saranno, quindi, il Consiglio di Amministrazione e il Senato Accademico, che valuteranno oltre che la qualità della proposta anche la sostenibilità complessiva dell’offerta formativa di UniSalento. Sono fortemente convinto che l’iniziativa, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e con la ASL Lecce, e con il necessario raccordo con l’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce e il Comune di Lecce, sarebbe altamente qualificante per il nostro Ateneo, nel quale già esistono competenze scientifiche di elevatissimo profilo in ambito biomedico, e che tale iniziativa avrebbe ricadute molto significative sul nostro territorio.
Ovviamente, la proposta è complessa e si può realizzare solo con l’apporto di risorse umane e strumentali dell’Università di Bari, della ASL, della Regione e di tutti gli altri soggetti interessati al nuovo corso. Visto anche il grande interesse che già con piacere riscontriamo, avremo cura di informare in itinere la comunità universitaria e i cittadini dello sviluppo di questo importante progetto.
Vincenzo Zara
Rettore Università del Salento
















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