28 OTTOBRE 1922: MARCIA SU ROMA
Manifestazione armata
dal Partito Fascista organizzata
per imporre un governo guidato
da Mussolini quale capo di stato,
a conclusione della prima Guerra Mondiale,
in essere malcontento generale
e grave crisi dello stato liberale,
non più garante dell’ “ordine istituzionale”.
Tutta la popolazione, in particolare,
stremata dai rigori che dovette sopportare,
con lotte reagì e mobilitazioni,
scioperi, tumulti ed occupazioni.
E’ il BIENNIO ROSSO,
periodo storico “sommosso”,
con gravi conseguenze
nei vari settori e violenze.
Espulso Mussolini dal Partito Socialista
per il suo “agire” interventista,
il Movimento Fascista creò
che nel Partito Nazionale Fascista trasformò.
Aspirava fortemente al potere
e alleanze cercò per poterlo ottenere;
scarso successo alle Politiche Elezioni,
programma modificò e conseguenti azioni.
Crisi dei Partiti, caos e confusione
in politica, economia e generale azione;
scissione del Partito Socialista
e nascita del Partito Comunista.
“Incertezza” nel neonato Partito Popolare,
incapacità della vecchia politica a governare,
l’autorità statale alquanto inesistente
fecero avanzare Mussolini al potere come niente.
L’azione egli intensificò dei fascisti
contro sindacati, operai e socialisti,
la sede distruggendo del Quotidiano “AVANTI”
e con violenza intimorendo tutti quanti.
Sciopero generale nel 1922 fu organizzato
dall’Alleanza del Lavoro, con scarso risultato;
contro violenze fasciste bandito,
ma poche adesioni, perciò fallito.
Vittoria grande invece per i fascisti
con aderenti migliaia di militaristi
e Mussolini potette dimostrare
capacità e forza nel governare.
La Marcia su Roma s’impegnò ad organizzare
per subito il potere “acchiappare”,
ad Ancona in agosto la preparò
e militarmente la città occupò.
Reazione di Re e governo volle saggiare
in un luogo sempre pronto a protestare.
Tutto avvenne con ordine, nessuno reagì
e Mussolini, nel suo intento per Roma, proseguì.
Ulteriore prova della marcia a Napoli città
il 24 ottobre, e… in ogni particolarità;
con raduno di camicie nere la preparò
e adunata del Partito Fascista organizzò.
Mussolini discorso pronunciò
in quell’occasione e così proclamò:
“O ci daranno il governo
o lo prenderemo calando a Roma”. E fu l’inferno.
La marcia su Roma diversi giorni durò,
il 26 ottobre da Perugia cominciò.
I quadrumviri, da Mussolini nominati,
operazioni coordinarono determinati.
27 ottobre: 25.000 camicie nere
si diressero verso Roma per il potere.
Mussolini da Milano “seguì” il tutto
sperando ottenere il desiderato “frutto”.
28 ottobre: le camicie nere entrarono nella capitale
e fu così “occupazione generale”.
Stato d’assedio il governo fu pronto a proclamare,
ma il Re Vittorio Emanuele terzo rifiutò di firmare.
Il capo del governo allora si dimise,
l’incarico nelle mani del Re rimise.
Formazione governo a Mussolini fu affidata
dal Re Vittorio Emanuele, e… ben accettata!
Ebbe inizio l’era fascista:
politica autoritaria e totalitarista,
andata avanti per circa vent’anni
provocando ai cittadini e all’Italia non pochi “danni”.
Marcia su Roma: giorno zero del calendario fascista,
un mito rappresenta per la rivoluzione fascista,
della Democrazia Parlamentare il superamento,
bluff da Mussolini giocato per il suo “insediamento”.
Medaglia commemorativa fu poi istituita
della Marcia su Roma e conferita
ad ogni partecipante, in bronzo coniata;
a Mussolini e quadrumviri in oro fu data.
Anche Brevetto fu istituito
successivamente e garantito
ai soli fascisti al Partito iscritti,
ambito per l’accesso a vari diritti.
Che dire oggi di quella “mobilitazione”?
Marcia su Roma, un grande atto di eversione
della nostra politica, della nostra nazione
e conseguenze vissute da tutta quanta la popolazione.
Ornella De Benedittis
















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