NARDO' - Oltre al disagio, per sé e per i suoi familiari, ha provato un senso di frustrazione, ma anche di commiserazione per la situazione della sanità in provincia di Lecce. A parlare è Vito Dell’Atti, un professionista noto in città e conosciuto per equilibrio e pacatezza.
Suo malgrado si è trovato a sperimentare, sulla sua propria pelle, le carenze e le insufficienze di un sistema che fa acqua da tutte le parti.
“Finché non succede a te, non ci pensi che possa essere vero – dice – e ora comprendo pienamente chi si trova nella necessità di affrontare problemi di questo genere di continuo. Sono odissee. E’ vergognoso perché non c’è rispetto per le persone”.
In breve i fatti: l’altra notte un suo figliolo ha accusato un forte malessere. Così i familiari hanno pensato di chiamare il 118 per soccorrerlo. L’ambulanza, una volta preso il carico, l’ha portato da Nardò fino a Scorrano per la visita del pronto soccorso e l’eventuale ricovero.
“Avevamo a Nardò una struttura importante, completa e funzionante – dice – e l’hanno eliminata per non si sa quale illuminata decisione manageriale. Poi ci hanno detto che avrebbero funzionato bene strutture più vicine, come quelle di Gallipoli o Copertino. Invece, ora, ci troviamo ad essere sbattuti, per un soccorso, a decine di chilometri di distanza con notevoli disagi per il paziente e per i suoi familiari. Un trattamento ingiusto, offensivo, non dignitoso per chi paga fior di tasse e tributi per avere servizi degni di questo nome”.
Una sanità pubblica ormai senza capo né coda, che non centra le richieste di servizi da parte dei cittadini, stanchi di essere maltrattati. Quasi insultati.
“Il ragazzo, poi è stato dimesso ma ci hanno chiesto di tornare successivamente per altri accertamenti – continua Dell’Atti – e con nostra sorpresa anche questi da effettuare a Scorrano. Ancora un viaggio di chilometri con tutti i disagi del caso. Questa non è la sanità che ci meritiamo”.
















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