NARDO' - I protagonisti sono stati gli studenti che, guidati dall’idea dell’empatia come strumento di relazione e cura, hanno progettato e realizzato tre oggetti simbolici ispirati ai principi dell’Empathy Therapy: il sonaglio, la bambola e lo strumento musicale.
Evento conclusivo della formazione scuola-lavoro. Tutor della FSL prof.sse Anna Valerio e Debora Centonze. Classi coinvolte IV A e IV B SSAS dell’istituto Moccia e Vanoni di Nardò. Associazione dove si è svolto lo stage: AVOCAD Nardò con il responsabile Sig. Giovanni De Razza e associazione che riceve gli oggetti donati TRIA CORDA di Lecce.
https://www.portadimare.it/news/cronaca/34422-il-progetto-del-moccia-vanoni-mani-che-creano-cuori-che-donano-con-tante-foto#sigProIdafbbe94cb3
RELAZIONE DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO Mani che Creano, Cuori che Donano
Gentili ospiti, rappresentanti delle istituzioni, della scuola, delle associazioni e tutti i presenti, oggi siamo qui per celebrare un momento che va oltre la semplice consegna di alcuni oggetti.
Oggi consegniamo un messaggio di vicinanza, di speranza e di umanità che nasce dall’incontro tra persone, storie e sensibilità diverse.
Il progetto “Mani che Creano, Cuori che Donano” è stato concepito con l’obiettivo di educare i giovani alla solidarietà attraverso l’esperienza concreta del fare, del collaborare e del donare.
I protagonisti di questo percorso sono stati i nostri studenti che, guidati dall’idea dell’empatia come strumento di relazione e cura, hanno progettato e realizzato tre oggetti simbolici ispirati ai principi dell’Empathy Therapy: il sonaglio, la bambola e lo strumento musicale.
L’attività è iniziata dalla fase creativa. Ogni oggetto è nato da uno schizzo realizzato a matita su carta, attraverso il quale i ragazzi hanno riflettuto sul significato del gioco, del conforto e della comunicazione emotiva. Successivamente, i progetti sono stati trasformati in manufatti concreti utilizzando esclusivamente materiali ecologici, organici e di recupero: legumi secchi, riso, cotone, paglia, canapa, tessuti naturali e altri materiali riciclati. Il valore più autentico di questa esperienza risiede però nel percorso condiviso che ha portato alla loro realizzazione.
Gli studenti hanno lavorato fianco a fianco con gli ospiti del centro diurno per persone con disabilità AVOCAD, creando un laboratorio di inclusione nel quale ciascuno ha potuto mettere a disposizione le proprie capacità, la propria creatività e la propria umanità. In questo spazio di collaborazione sono cadute le barriere e sono nate relazioni autentiche. Le differenze sono diventate una ricchezza e il lavoro manuale si è trasformato in un linguaggio universale capace di unire persone diverse attorno a un obiettivo comune: realizzare qualcosa che potesse portare conforto e serenità ad altri bambini.
Oggi questi oggetti compiono un ulteriore passo nel loro viaggio. Verranno infatti affidati ai rappresentanti di Tria Corda, una realtà di riferimento nel territorio per il suo impegno a favore dei bambini e delle famiglie che affrontano percorsi di cura complessi. Attraverso la loro preziosa opera di volontariato, il sonaglio, la bambola e lo strumento musicale raggiungeranno i bambini ricoverati presso il Polo Oncologico Pediatrico dell’Ospedale Vito Fazzi.
Non si tratta soltanto di oggetti: essi custodiscono il tempo, l’impegno, l’affetto e la sensibilità di tutti coloro che hanno contribuito alla loro realizzazione. Ogni cucitura, ogni dettaglio, ogni materiale scelto racconta una storia di attenzione verso l’altro.
Racconta la volontà di donare un sorriso, un momento di gioco, una piccola distrazione dalla fatica della malattia. Racconta soprattutto il desiderio di dire a quei bambini che non sono soli. Questo progetto ci ricorda che educare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma anche formare cittadini capaci di riconoscere il valore della solidarietà, della partecipazione e della cura reciproca.
Ci insegna che le mani possono creare oggetti, ma sono i cuori a dare loro significato. Desideriamo quindi ringraziare gli studenti che hanno partecipato con entusiasmo e sensibilità, gli ospiti e gli operatori di AVOCAD che hanno condiviso questo percorso, i rappresentanti di Tria Corda che continueranno a portarne il messaggio e tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa.
Concludiamo con una consapevolezza semplice ma profonda: quando le mani creano insieme e i cuori scelgono di donare, anche il gesto più piccolo può diventare un grande atto di amore. Grazie a tutti per essere qui e per condividere con noi questo momento di autentica solidarietà.
















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