NARDO' - Insomma, c'è poco da festeggiare: disagi, tanta collaborazione da parte del gregge dei cittadini ma nessun risparmio. Anzi...
“Un salasso per tutti i cittadini pugliesi. A questo risultato sta portando la disastrosa gestione dei rifiuti del governo Emiliano. L’aumento inevitabile della Tari che molti Comuni dovranno applicare, nonostante siano cresciute le percentuali di raccolta differenziata, è la conseguenza di un sistema di gestione dei rifiuti che fa ancora un uso massiccio delle discariche private ed è privo di impianti pubblici di compostaggio”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili.
In Italia, nel 2016, sono diminuiti i rifiuti terminati in discarica, in Puglia invece la discarica continua a essere la destinazione finale più usata. Nella nostra regione il 48% del rifiuto prodotto finisce in discarica, contro una media nazionale del 25% e quella delle altre regioni del Meridione ferma al 42%.
“Nel 2016 la Puglia ha dovuto trasferire oltre 13mila tonnellate di rifiuti fuori regione - incalza il pentastellato - alimentando un aumento dei costi per i pugliesi. Le negligenze del Governo regionale hanno creato un sistema che assomiglia a un cane che si morde la coda e disperde il buon lavoro svolto da tanti pugliesi, che ha portato all’aumento della raccolta differenziata, anche se è ancora lontano il raggiungimento del 65%. E il paradosso è proprio questo: aumenta la Tari anche se aumenta la raccolta differenziata. Proprio perché l’impegno dei cittadini rischia di essere dissolto da un sistema di impiantistica obsoleto e inefficace e da una gestione a livello di ARO in molti casi insostenibile per i Comuni. I ritardi della Regione Puglia nell’approvare il nuovo piano di gestione dei rifiuti - conclude Casili - nonostante i proclami di Emiliano, hanno poi provocato il cortocircuito definitivo. Un limbo in cui cittadini e amministrazioni virtuose sono costretti a pagare di più, anziché essere premiati”.
















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