NARDO' - Stanno arrivando in questi giorni, nelle buche delle lettere dei neritini, migliaia di cartelle di pagamento. Riscontriamo che, in diversi casi, si tratta di somme già pagate per cui sono cartelle "duplicate" che riguardano vecchie annualità. L'onere della dimostrazione di aver pagato, però, è sempre del cittadino. E ciò è fortemente ingiusto. C'è chi riceve richieste per poche centinaia di euro, chi dovrebbe ancora dare somme importanti, come 2mila o 4mila euro. Bisogna andare a cercare le ricevute di versamento degli F24 e dimostrare di aver pagato. Non è giusto, lo diciamo ancora. E non è possibile che si parli di errori: migliaia di sbagli su F24 prestampati? Possibile che nelle banche e poste gli impiegati siano tutti rimbambiti all'improvviso e tutti nello stesso momento? Non ci crediamo. Non si può pensare di "fare cassa" ai danni di chi non può dimostrare il pagamento già effettuato. E' uno di quei casi in cui l'opposizione deve svolgere il proprio ruolo al meglio e chiedere di vederci chiaro.
Quattordicimila cartelle di pagamento stanno per arrivare nelle buche delle lettere dei neritini. Ma il dato macroscopico è un altro: 15mila posizioni sono state già allineate o sanate dai responsabili degli uffici della Bianco Igiene che, con il supporto del Comune, sono riusciti ad individuare chi avesse già regolarmente pagato la tassa sui rifiuti magari con una modalità sbagliata.
Gli errori più evidenti, insomma, sono stati già corretti. Ora resta lo zoccolo duro dei morosi ad oltranza e quello degli errori “incorreggibili”. In totale ed in origine, dunque, erano quasi trentamila le posizioni “difettose”. Si tratta, dunque, di Tari, tassa sui rifiuti. A ricevere la cartella di pagamento saranno quei cittadini che, per motivi diversi, non risultano aver effettuato il pagamento negli anni passati, e precisamente dal 2014 al 2017. Non significa, però, che si tratti di 14mila persone o di altrettanti morosi. E vediamo perché.
Innanzitutto va detto che è altamente probabile che una persona che non ha pagato nel 2014, perché moroso per necessità o per “convincimento”, probabilmente non ha continuato a pagare anche per gli anni successivi. Per cui in questa sventagliata di cartelle di pagamento, le prime 5mila sono già partite e consegnate, ci sono innanzitutto i morosi veri, il cui numero si consolida dopo un certo numero di anni quando una persona, per vari motivi ma in primis perché non ce la fa, decide di non pagare più la Tari. Poi ci sono i motivi legati alla tecnologia e all’informatica, che sanno fare i loro bravi danni.
In questi casi il cittadino ligio, che ha pagato regolarmente, deve dimostrare di averlo fatto. Fino al 2017, infatti, si pagava con l’F24 in banca o in posta. Ma era possibile pagare anche dal tabaccaio o dai fornitori di servizi abilitati. In questi casi – e sarebbero centinaia – un coniuge o un parente pagava per conto del reale intestatario della Tari, fornendo il proprio codice fiscale e non quello del titolare della cartella. Ed è il primo errore che non ha consentito “l’aggancio”.
Poi c’è il cosiddetto codice “belfiore” che per Nardò è F842 ed individua il comune che riceverà il denaro. Anche questo spesso sbagliato con i soldi finiti ovunque in Italia ed ora vanno richiesti e recuperati. Infine c’è l’errore umano, commesso in banca o posta digitando male il codice presente sul modello F24, che non ha permesso di individuare il bravo contribuente. In tutti questi casi l’onere è ancora una volta del cittadino: bisogna armarsi di pazienza, ritrovare le quietanze di pagamento e andare a dimostrare (a seconda dei casi: in banca, posta o presso la Bianco che ha predisposto un modulo adeguato ad ogni caso) di aver pagato regolarmente.
















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