NARDO' - Indossano tutti insieme l’abito della prima comunione, anche chi l’aveva già fatta, per aiutare una compagna a superare il trauma dell’ingresso in chiesa.
Tutti i bambini sono speciali ma ci sono sicuramente bambini più particolari degli altri. E quando una classe si unisce e si stringe intorno ad un compagno speciale, il suo essere “unico” contagia tutti gli altri.
E’ una storia tenera, di vicinanza, amicizia e solidarietà quella che è successa in una classe del plesso di scuola primaria in via Pilanuova. Che ha commosso le famiglie, gli educatori e l’anziano parroco di Santa Maria degli Angeli, don Giuseppe Raho. Ma soprattutto i genitori della ragazzina protagonista del fatto, i quali hanno ringraziato gli insegnanti ed i piccoli alunni, consapevoli che l’integrazione e l’amicizia, in una comunità, abbattono ogni ostacolo, anche quello che appare insormontabile.
Tutto è accaduto quando una bambina di quarta elementare, la sezione D, ha dovuto affrontare il percorso per ricevere la Prima Comunione. Un momento importante per ogni ragazzino, ancora di più per chi è un speciale. Per chi ha un mondo esteriore da visitare ed uno interiore nel quale, a volte, si rinchiude e lascia tutto fuori.
La piccina, infatti, ha preso molto male l’idea di dover entrare in quella chiesa gigantesca. Le faceva paura l’edificio ma anche quel rito non comprensibile, vestita con la tunichetta ed i fiori in testa. Ed erano ribellioni, anche violente, nei confronti di genitori e catechisti. Di varcare quella soglia, insomma, non c’era verso.
Così agli insegnanti è venuta un’idea. Inclusiva. Tutti i compagni di classe, con i quali la bimba ha un rapporto splendido, si sono vestiti nuovamente con le tunichette bianche, pur avendo già ricevuto il sacramento, e l’hanno accompagnata in parrocchia. E’ andato tutto bene: nessuna protesta, nessuna resistenza.
La bimba ha fatto la sua Comunione circondata dagli amichetti in una grande festa in cui il cuore si è espanso: dentro e fuori l’edificio. Che ha assunto, all’improvviso ed a sorpresa, il vero significato del proprio nome: ecclesia, cioè comunità. Nel cui abbraccio niente è impossibile.
















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