NARDO' - Slogan facili che se non stiamo attenti rischiano di farci conoscere una stagione di odio e di violenza
Quali sono le vere paure degli Italiani?
Il Gesuita Padre Bartolomeo Sorge scrive che : “ il Decreto Sicurezza bis e la politica di chiusura verso gli immigrati approvati da una parte del Paese mostreranno in futuro la propria disumanità”.
Queste considerazioni di Padre Sorge mi hanno spinto a esternare alcune riflessioni su quanto sta accadendo negli ultimi mesi nel nostro Paese.
In Italia purtroppo si sta diffondendo la paura degli altri, di quelli che hanno il colore della pelle diversa dalla nostra e si sta spargendo un veleno della paura attraverso grida, contrapposizioni strumentali, slogan facili che se non stiamo attenti rischiano di farci conoscere una stagione di odio e di violenza.
Si continua a parlare per giorni di poche decine di esseri umani che sicuramente sono scappati dalla morte e non ci occupiamo dei problemi del nostro paese che ritengo stia attraversando un difficile momento della sua storia.
Sono convinto che la maggior parte degli italiani si è stufato di questo clima di paura, di odio, di insulti e violenza verbale e voglia rimuovere il senso della ragione, i suoi veri sentimenti e valori ,sente il bisogno di salvaguardare il suo grado di civiltà e voglia confrontarsi in maniera costruttiva con l’Europa e il resto del mondo,
Siamo ancora in un Paese eccezionale e unico al mondo? Siamo ancora il Paese delle cose belle e buone ? Siamo ancora il Paese della bellezza e dei valori morali che ci hanno consegnato i nostri padri ? Essere Italiani è ancora una opportunità ?
Siamo ancora un Paese di emigranti protagonisti in tanti paesi del mondo?
Mi chiedo ancora. Ma davvero il problema di poche decine di disperati che scappano dal loro Paese è il “ problema “ dell’Italia ?
Oppure dobbiamo rimboccarci le maniche e ricostruire la fiducia in noi stessi e nel nostro Paese ? Il compito che ci aspetta in questo momento storico non è forse quello di restituire ai nostri giovani fiducia e andare contro la cultura che si sta diffondendo della rassegnazione e ancora peggio la considerazione che essere Italiani sia una sfortuna.
Secondo una recente indagine dell’Istat un numero crescente di cittadini vedono nella fuga irreversibile dei propri giovani all’estero una minaccia superiore rispetto alla problematica dell’immigrazione.
Perché non si da voce a questa nuova paura dei cittadini italiani ?
Ma davvero continuiamo a perderci nei vicoli senza uscita del nazionalismo , del sovranismo e non parliamo anche della paura dei cambiamenti climatici, delle mutazioni genetiche, di tutti quei fenomeni ambientali che ogni giorno stanno avvenendo sotto i nostri occhi ? Il periodo di caldo afoso che stiamo vivendo in questi giorni si dice non abbia precedenti a memoria degli ultimi 100 anni. Eventi climatici clamorosi delle ultime ore come nubifragi e grandine di rara violenza si succedono sempre più frequentemente con incalcolabili danni a persone e cose.
Assistiamo in Groenlandia ai cani che ormai trascinano le slitte nell’acqua e non sul ghiaccio, in Patagonia i ghiacciai si arretrano sempre di più, in Amazzonia in solo otto mesi del 2018 si sono abbattuti o bruciati 7900 chilometri quadrati di foreste , specie animali di terra e di mare che stanno sparendo, isole di plastica nel Mediterraneo e poi milioni di emigranti ambientali che sono costretti ad andare via dalle loro terre per non morire. Percorrendo il nostro Salento ci accorgiamo come gradatamente sta venendo meno la sua immagine e la sua vocazione turistica e agricola con la morte di secolari alberi di ulivo .
Questi problemi possiamo risolverli solo se dialoghiamo senza sterili e inutili contrapposizioni tra di noi e con il resto dell’Europa e collaborando con il cinese, l’americano, il brasiliano in una ottica di vera e sana globalizzazione. Contemporaneamente ognuno di noi deve cominciare realmente a fare le piccole cose, i piccoli gesti, avere delle idee e se occorre avere la forza di manifestarle e sostenerle.
Sforziamoci di guardare con attenzione quanto ci insegnano le piante: la loro forza e la loro difesa è quella di sostenersi e di appoggiarsi una con l’altra. Noi stiamo andando nella direzione opposta e già i nostri figli ne stanno pagando le conseguenze.
Si parla che per affrontare queste paurose problematiche occorre un cambiamento di cultura profonda e globale che va oltre il nostro paese e oltre l’Europa.
Quanti sono gli uomini politici in Italia che credono e parlano di questi temi ?
Quante tempo dedica la RAI a queste problematiche ?
Vogliamo finirla con la sterile contrapposizione e iniziare a costruire una idea , un progetto per il nostro Paese che va dal centro alla periferia , allontani le paure e che ci faccia continuare a sperare e a credere in noi stessi ?
Pantaleone Pagliula
















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