NARDO' - Non ho mai gioito delle altrui sconfitte. Tuttavia un velo di soddisfazione in queste ore affiora.
Non tanto per la sconfitta dei numeri parlamentari, bensì per la caduta di un modello politico, di un modus operandi odioso e giacobino, fatto di offese, toni sempre sopra le righe, parolacce, rosari sventolati come bandierine, fake news e fondato sulla continua denigrazione dell'altro, ora "vecchio" (e perciò senza valore), ora "ladro" (anche se sei incensurato), ora "colluso" (con la sola colpa di voler ragionare con la propria testa e non con quella del "capitano" di turno).
Alla prova della vita REALE è fallito un modello VIRTUALE fatto di slogan ad effetto, tanti like, tanti hastag, tanti selfie e poca, pochissima sostanza. È imploso il modello delle piattaforme internet dove "uno vale uno" ed alla fine nessuno vale niente. È finita la stagione delle vergini che danno lezioni di moralità ai "lussuriosi". Dei comunicatori che ti convincono a fare il cambio del tuo fustino di detersivo di marca con due senza.
Non so cosa accadrà da qui alle prossime settimane, ma credo che molti farebbero bene a fare un serio esame di coscienza, almeno da qui in avanti, e chiedersi se ne è valsa la pena di litigare tra fratelli, genitori e figli, consanguinei e collaterali, fare sangue acido, vedere nemici ovunque, essere stati strumentalizzati nella propria buona fede per assistere tutto sommato impotenti (diciamoci la verità) all'avanzata di tutti questi insipidi personaggi che non sarebbero degni di prendere la parola neanche nella riunione condominiale della peggiore palazzina di Caracas, ed invece ricoprono ruoli di onorevoli, ministri, sottosegretari.
Come disse Umberto Eco, "i social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Di solito venivano subito messi a tacere, ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel".
Da qui, da queste considerazioni, mi deriva un po' di inconsueta soddisfazione per "le altrui disgrazie" politiche in queste ore. E, tuttavia, avendo famiglia, figli piccoli e un'attività, so bene che la soddisfazione deve essere solo temporanea.
Mi auguro che si riesca a trovare presto una soluzione politica degna di un Paese che ha già perso troppo tempo dietro ad imbonitori e ciarlatani vari. Confido molto nella solidità morale e nell'esperienza del Pres. Mattarella, uomo apparentemente "a-social" e perciò forse il più adatto per farci uscire da questo pantano, proprio per le mie precedenti considerazioni. Perché forse è tardi, ma speriamo che non sia mai troppo tardi.
Giuseppe Spenga
















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