NARDO' - Caro direttore, adesso ci tocca discutere la balzana proposta di Grillo che vuole negare il voto agli anziani, per concederlo ai sedicenni?
A parte che impedire, vietare, non è mai un buon sintomo in una democrazia.
In pratica, dobbiamo fare i conti con le elucubrazioni mentali di Grillo che (fino a qualche mese fa ho sostenuto, ed accettato, le sue proposte rivoluzionarie in un panorama politico italiano, alquanto decadente) certamente vengono fuori adesso per difendere il figliol prodigo dopo le bravate estive?
Grillo propone di togliere il voto agli anziani, che invece da sempre costituiscono (a torto e a ragione) l’ossatura della nostra robusta democrazia, perché questi rappresenterebbero la parte vecchia e stantia della nostra società e, nientemeno, impedirebbero il progresso.
Questo, per concedere il voto ai sedicenni (a me sembra la solita menata in voga) come in un refrain, perché i giovani sono il nostro futuro, sono la speranza, e bla, bla….
Premetto che non ho nulla contro i ragazzi perché ci sono ragazzini in gamba che sembrano già adulti. Ma discriminare gli anziani, per concedere il voto a dei “puer”, è inconcepibile. Sono recenti i fatti di cronaca che riportano di alcuni ragazzini che hanno messo fuoco ad un pensionato povero che stazionava sulle panchine, perché senzatetto. Gesti da criminali.
Oppure, pensiamo a quella baby gang, nella nostra città di Nardò, di ragazzini annoiati, che saccheggiarono quel centro per ragazzi disabili, o di altri minorenni che tempo fa attesero in un sottopasso quell'anziano per riempirlo di botte, e ridurlo in fin vita. Tutto questo, solo per monotonia o per divertimento. E noi a questi soggetti oggi dovremmo accordarli il voto?
Mi dispiace, ma inorridisco perché i giovanetti poco formati hanno bisogno, come l’acqua, di anziani maestri, anche ultra settantenni, che gli insegnino il buon vivere civile, l’educazione in base al loro bagaglio culturale.
E non è vero che essere ragazzo vuol dire pensare al futuro, mentre anziano significa depresso e demoralizzato. Una società ha bisogno di tutte e tutti, per crescere e progettare il domani.
Faccio solo un esempio, per fare un’analisi della nostra società attuale, da un punto di vista politico e culturale, ho bisogno quasi giornalmente di leggermi gli scritti del bravissimo Professore, di storia del Movimento Operaio, Antonio Moscato, che oggi ha superato gli 80. Per non parlare dell’abilissimo Livio Maitan, che ci ha lasciati qualche anno fa, che sembrano scritti ieri.
Grazie direttore.
Maurizio Maccagnano
sindacalista dissidente
















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