PER L’AMBIENTE NON SI PUO’ PIU’ SORVOLARE E CONTINUARE A DORMIRE IL SONNO DEGLI IRRESPONSABILI
“Il mondo deve scegliere tra speranza e capitolazione“ e “Vogliamo veramente passare alla storia come la generazione che si comporta come lo struzzo mentre il mondo brucia ed è arrivato a un punto di non ritorno?”
Con queste parole pochi giorni fa il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha aperto i lavori delle COP 25 dove duecento paesi hanno partecipando a Madrid a un vertice sul clima.
I segnali che stiamo quotidianamente vivendo sono inequivocabili: gli ultimi 5 anni sono i più caldi mai registrati sul Pianeta Terra. Assistiamo quotidianamente a eventi meteorologici estremi e catastrofici, uragani, siccità, inondazioni, incendi, innalzamento del livello del mare e scioglimento delle calotte polari. Le immagini che ancora fanno il giro del mondo sono l’acqua alta record a Venezia e gli incendi in Amazzonia.
Sempre di più il mondo della scienza trasversale e multidisciplinare ci ripete che la questione climatica è diventata un evento, la conseguenza di un processo storico e noi non possiamo continuare ad essere predatori della energia e della natura che abbiamo a disposizione.
Il cambiamento climatico sta mettendo in discussione il nostro concetto di libertà, i nostri modelli di convivenza e ci sta trovando completamente impreparati. Per reagire non bastano gli strumenti utilizzati fino adesso e di fronte a questi fenomeni ci stiamo dimostrando incapaci e ciechi.
Purtroppo noi esseri umani siamo stati l’unico animale che ha usato la sua intelligenza per farsi del male.
La problematica dei cambiamenti climatici non deve essere più una questione esclusivamente per addetti ai lavori ma deve stare al centro della nostra vita come una questione sociale, persino costituzionale e ognuno di noi deve portare una quota di responsabilità e decidere da che parte stare. Non ci possiamo permettere più di continuare a scaricare su qualcuno nel futuro questa emergenza e fare pagare ai nostri figli il danno provocato dal nostro egoismo e continuare ad aspettare che qualcuno decida per tutti noi.
Torno a ribadire. Cosa può fare ognuno di noi?
Intanto la emergenza climatica è un problema che prescinde dai luoghi in cui viviamo ed è una questione globale con evidenti interconnessioni tra Europa e Africa, tra Europa e Americhe, tra Deserto del Sahara ed Amazzonia, tra le calotte polari e il Mediterraneo, tra Australia e Europa, tra l’Italia e il resto del Mondo.
Si pone per questo un cambiamento culturale, una forma di coscienza globale e un modello diverso di conoscenza.
Insieme all’appello lanciato da Papa Francesco con il Sinodo “Amazzonia Casa Comune“, dopo il vertice sul clima dell’ONU a Madrid, insieme alle manifestazioni sull’emergenza climatica di centinaia di migliaia di giovani in tutto il mondo, dopo le dichiarazioni di emergenza climatica di migliaia di Comuni sono fondamentali i nostri piccoli gesti quotidiani di attenzione all’ambiente nella nostra famiglia, nelle scuole, nelle Associazioni, nelle nostre Comunità.
Durante le feste di Natale e Capodanno non utilizziamo più bicchieri , piatti e stoviglie di plastica monouso. Ne guadagneranno sicuramente le nostre tavole in gioia, colore e ricchezza e ognuno di noi con un deciso gesto NO PLASTICA contribuirà a dare il suo piccolo contributo alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo.
Il nostro Comune dichiarando “lo stato di emergenza climatica ed ecologica del nostro Pianeta“ riconoscerà la lotta al cambiamento climatico e la transazione a una economia sostenibile come la priorità assoluta del presente e dei prossimi anni.
In questo periodo di Natale questi gesti significativi potrebbero essere un atto di amore , di civiltà e rispetto verso la nostra Comunità e il nostro Pianeta.
Costruiamo una “ rete “ intesa a “pescare “ uomini e donne di buona volontà che vogliono unirsi alla grande corrente per una “ ecologia integrale “ e per salvare il pianeta e l’umanità.
Pantaleone Pagliula
















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