NARDO' - Pubblichiamo una riflessione di Dario Mele anticipandola da una premessa della redazione e che riguarda il provvedimento contenente il ridimensionamento del servizio ospedaliero regionale che arriva in Giunta, a Bari, dopo riunioni di commissione, studi di fattibilità, report accurati, bilancio del dare e dell'avere. Con tutto quell'apparato burocratico e normativo, insomma, che presuppone un'operazione di questo genere. In due ore tutto viene mandato in aria e cambiato. Ma è mai possibile che non si intraveda un reato in questa condotta scellerata? (Redazione PdM)
Caro sindaco, Nardò oggi non solo ha perso l'ospedale ma la dignità.
Nardò ed i Neretini sono stati offesi dalle fandonie e dalle false promesse che al momento giusto sono servite a fare leva sugli animi toccando un diritto universale che è quello alla salute. Lei insieme a tutti i candidati sfidanti ed ai passati amministratori mai avete accennato e mai avete francamente detto alla cittadinanza che l'ospedale andava chiuso per la voragine e l'incapace gestione volta alla spartizione ed allo scambio di voti.
Gli altri presidi sono stati salvati perchè hanno avuto il minimo senso civico di investire ed attirare medici quotati a cui affidare i reparti mentre da Nardò nel tempo sono andati via in silenzio fior di professionisti stanchi di vedere le porcate che si consumavano sulle spalle della gente. Questa battaglia persa in partenza doveva essere per voi ultimi candidati, e per Lei sindaco, uno scatto di reni per alzare la voce, indagare ed informarsi di quale fossero i veri problemi e solo dopo aver fatto questo avrebbe dovuto riunire i cittadini per presentare il piano "B", denunciando affinchè fosse fatta pulizia dei parassiti. Purtroppo Tutti i politici, Lei incluso, non potevate sollevare troppo il coperchio della cloaca poichè le sigle con cui vi siete schierati sono i principali artefici dello scempio e della connivenza, che oggi hanno regalato questa vergogna al nostro paese. Oggi non solo si è persa la dignità ma anche la possibilità di riscatto dalla supina logica con cui i partiti assoldano i loro candidati nella lotta al magna magna e non al bene comune. Questa è la dimostrazione che la politica non la fanno i cagnolini che ringhiano ma le volpi che silenziose muovono la regia da dietro le quinte.
Ora le dichiarazioni sono inutili quanto i discorsi "truffa" fatti in campagna elettorale. Lei non può non sapere dei milioni di euro spesi negli ultimi mesi per allestire la lungo degenza e le camere mortuarie. Il suo dovere ora non è quello di fare conferenze stampa ma quello di andare a fondo, nella vicenda,arginando i danni e gli sprechi in corso nel rispetto della comunità e del mandato di cui è stato investito dai cittadini.
Dario Mele
Comunità Militante
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