NARDO' - Moria di pesci d’acquario nel canale Asso.
Sono migliaia a galleggiare, senza vita, lungo il letto del torrente che attraversa il territorio di Nardò, dopo aver attraversato mezza provincia e prima di immergersi nelle voragini naturali che sono il recapito finale del corso d’acqua. Moltissimi sono morti nelle zone di secca del torrente dove le acque sono state prosciugate dalla recente siccità invernale. I pesci rossi erano diventati, durante gli ultimi mesi, una attrazione per visitatori e famiglie.
La natura, evidentemente, ha messo fine ad una distorsione causata dall’uomo. I pesciolini, tipici degli acquari domestici, non fanno certo parte della fauna acquatica locale. Probabilmente qualcuno, per liberarsene o perché non poteva accudirli, ne ha abbandonata qualche coppia nel canale. Ben presto i pesciolini, che provenivano dai tipici boccioni o negli acquari casalinghi tenuti in soggiorno, hanno colonizzato il corso d’acqua moltiplicandosi a dismisura non avendo, per altro, antagonisti naturali. In queste ore, però, la situazione è drasticamente mutata e ne sono morti a migliaia.
Si tratta di una specie che vive in acque calde per cui è plausibile che non abbia retto alle basse temperature. Ma va detto anche che l’anno scorso il clima è stato molto più proibitivo per cui non è da escludere che l’inquinamento abbia fatto la sua parte ed è questo il particolare che dovrebbe incoraggiare accurate analisi da parte delle istituzioni. Va ricordato, infatti, che l’Asso è ancora oggi il corso d’acqua nel quale sfociano i terminali di alcuni depuratori consortili.
Una situazione più volte evidenziata dagli ambientalisti attenti, considerando che le acque finiscono sicuramente in falda. Un allarme mai debitamente ascoltato. La siccità, infine, potrebbe aver intrappolato interi branchi in piccole pozze che sono andate pian piano prosciugandosi, dove la concentrazione di inquinanti si è fatta anche maggiore, provocando la moria di migliaia di esemplari.
















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