NARDÒ - La deputata annuncia la sua ricandidatura. Che spariglia i mazzi e rompe tavoli precostituiti.
Caro Cristian Casilli,
Leggere le tue parole mi ha sorpresa e te ne spiegherò il motivo.
La scelta di lasciare il Movimento 5 Stelle non è stata presa a cuor leggero, al contrario è stata difficile, dolorosa ma improcrastinabile, perché il Movimento 5 Stelle di oggi non è più quello che io ho conosciuto nel 2018 e per il quale ho lavorato con serietà e impegno in 4 anni e mezzo di legislatura.
Quel Movimento non avrebbe avviato una crisi di governo, a esclusivo danno dei cittadini, nel pieno di una crisi economico/sociale che sta mettendo in ginocchio l’intero Paese.
Quel Movimento non avrebbe anteposto al bene comune, mere strategie politiche per tutelare i propri adepti.
Non avrebbe affatto esultato per quanto accaduto.
Perché la lotta per i più deboli, si conduce tirandosi su le maniche e lavorando, non urlando alla luna dagli spalti dell’opposizione addossando responsabilità ad un governo del quale abbiamo fatto parte per tutta la legislatura, seppur con composizioni diverse.
Una scelta irresponsabile che mette a rischio le riforme ottenute con sacrificio, che allontana inesorabilmente quell’opportunità che come Sud avevamo di utilizzare i fondi del PNRR per superare il divario che ci penalizza dalla notte dei tempi, che ci farà perdere l’occasione di rendere strutturale la decontribuzione al Sud che eravamo riusciti ad estendere fino a dicembre 2022 e cercavamo di rendere strutturale interloquendo con l’Europa e tante altre norme che ci avrebbero consentito di rendere competitivo il territorio che rappresentiamo, senza colore politico, caro Cristian: parlo dei cittadini tutti.
Così ho sempre inteso il mio mandato, almeno io.
Il MoVimento negli ultimi anni è diventato un luogo asfittico dove ogni confronto è soffocato sul nascere.
Un luogo dove chi, come me, ha avuto il coraggio di esprimere un’opinione differente è stato bersaglio di una violenza verbale indegna.
Eppure pensavo fosse il luogo della democrazia, quella vera, dove ognuno mette a sistema il proprio punto di vista e, senza astio ma con collaborazione e ascolto, si ragiona tutti assieme.
E solo perché mi piace essere precisa e concreta, ho lasciato il Movimento 5 Stelle soltanto quando il mandato parlamentare era arrivato a suo compimento completo, proprio perché ho voluto onorare il patto con chi mi ha eletta fino allo scioglimento delle Camere, avvenuto ieri, con le dimissioni di Draghi.
Coerente dal primo all’ultimo giorno.
Forse la “spocchia di cancellare tutto con un colpo di mano” non è la mia, ma quella di chi, come te ha condotto un’intera campagna elettorale per le regionali contro il Presidente Emiliano, salvo poi, il giorno dopo essere risultato perdente, decidere di entrare nella sua maggioranza per assumere cariche. In barba al mandato elettorale appena ricevuto che ti vedeva all’opposizione.
“Pazzesco”, vero?
Prima di impartire lezioncine di moralità agli altri, bisognerebbe guardare al proprio orticello. Mi pare che lì di problemi ce ne siano a sufficienza e stanno emergendo tutti.
Io mi presenterò all’elettorato sotto un'altra veste. Mi assumo la responsabilità della mia scelta.
Se sarò rieletta, sarò lieta di continuare il mio lavoro in Parlamento, altrimenti tornerò alla mia quotidianità gratificante tanto quanto la politica. Ottenere una carica non è la mia ragione di vita, essere onesta con me stessa e con gli altri lo è.
Buona fortuna la auguro agli italiani, che oggi fanno i conti con una crisi senza eguali e, per scelte scellerate, si ritrovano anche senza un Governo.
















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