NARDO' - Dopo i fatti della Sapienza di Roma nei giorni scorsi, con il tentativo dei collettivi di sinistra di impedire un convegno regolarmente autorizzato, il sindaco di Nardò Pippi Mellone ha espresso vicinanza agli onorevoli Fabio Roscani e Daniele Capezzone, invitandoli in città.
“Dopo i fatti della Sapienza – ha spiegato il primo cittadino – ho espresso piena solidarietà agli onorevoli Daniele Capezzone e Fabio Roscani, invitandoli a venire a Nardò. Sono fermamente convinto che sia inaccettabile il comportamento di chi vorrebbe impedire agli altri di pensare o esprimere le proprie idee, così come è inaccettabile il tentativo di ribaltare i fatti e accusare la polizia. Sia chiaro: i manganelli sono brutti. Così come sono ancora più brutti gli idranti contro chi manifesta per esprimere le proprie idee e non - come alla Sapienza - per tacitare gli altri! Senza l’intervento delle forze dell’ordine queste “cellule rosse” avrebbero fatto irruzione in ateneo per impedire con la violenza agli studenti di Azione Universitaria di svolgere il proprio incontro culturale. Ai relatori, a AU e alle forze dell’ordine va quindi la solidarietà mia e dell’intera città di Nardò.
Un sentimento di vicinanza che dovrebbe essere comune, perché schierarsi con chi cerca di imbavagliare gli altri, significa essere degli irresponsabili. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, viceversa, ha dato una lezione di democrazia a tutti, spiegando come sia legittimo contestare, sia legittimo manifestare per le proprie idee e come sia, invece, inaccettabile impedire agli altri di dire ciò che pensano. Nardò, come tutto il Salento, è luogo di accoglienza e di libera espressione, dove tutti hanno diritto ad esprimere le proprie idee. Da anni con la mia amministrazione facciamo scuola su questo. Qui non c'è e non ci sarà mai più spazio per gli eredi dei cattivi maestri degli anni ‘70”.
Apprezzamento alle parole del sindaco Pippi Mellone è espresso dal consigliere Pierpaolo Giuri. “Quanto avvenuto a Roma – dice – è preoccupante, soprattutto perché accaduto in concomitanza dell'insediamento del governo Meloni. Il rifiuto del confronto e la scellerata aggressione messa in atto dai collettivi di sinistra rimarcano la volontà di alcuni di instaurare un clima di odio e di intimidazione negli atenei e nelle scuole, luoghi nei quali dovrebbe prevalere il confronto e la crescita collettiva, ma dove, per anni, gli eredi delle dittature comuniste hanno provato ad imporre il pensiero unico della sinistra. Con un po’ di orgoglio rivendico la peculiarità di Nardò, dove ormai da moltissimi anni i movimenti studenteschi e giovanili più forti sono legati alla destra”.
















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