NARDO' - Il Gip Laura Liguori del tribunale di Lecce ha ordinato l’archiviazione della querela per diffamazione presentata dal sindaco Pippi Mellone nei confronti di Pierpaolo Losavio, all’epoca dei fatti suo potenziale concorrente politico per la carica di sindaco della città.
Il sindaco Pippi Mellone (in questo caso assistito dall’avvocato Andrea Giuranna che è anche suo assessore nell’attuale giunta) contribuisce ad intasare le aule di tribunale.
A questa conclusione si giunge considerando che il Gip, nella sua ordinanza chiarisce molto bene che ritiene meritevole di accoglimento la richiesta di archiviazione avanzata tempo prima dal PM, richiesta alla quale Mellone si oppone perché vuole portare Losavio alla sbarra, cioè al giudizio.
Pierpaolo Losavio è stato difeso dagli avvocati Stefano Martina e Andrea Bianco.
La vicenda è quella delle fatidiche firme false per la presentazione delle liste durante le elezioni del 2016, una storiaccia citata anche nel dispositivo firmato dalla Gip Liguori perché il giudice ne evidenzia la enorme portata mediatica riportata con grande evidenza a livello mediatico.
Ordunque, Losavio si era limitato (lo si legge sempre nel documento odierno) a chiamare in causa il concorrente Mellone ponendo interrogativi su quel che era accaduto e sulla sparizione dei faldoni in particolare, un fatto che in città e non solo ha generato un enorme clamore. Ecco perché il Gip fa ricondurre le richieste di Losavio nell’alveo della legittimità, in quanto pienamente inserite in un contesto di diritto di cronaca e critica politica. Per altro tutto avvenuto in piena contesa elettorale.
Non fu diffamazione, dunque. E il Gip ribadisce che sicuramente Losavio non espose Mellone, con quel post, al ludibrio e al pubblico disprezzo ma che il proposito era solo quello di far luice su una vicenda scabrosa.
Losavio, quindi, considerando gravissimo l’episodio della sottrazione dei faldoni dagli uffici comunali (un sentimento condiviso da migliaia di cittadini ed elettori) intendeva sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’accaduto e sulla condotta tenuta dallo stesso Mellone “non necessariamente – scrive il Gip – quale autore della sottrazione della predetta documentazione”.
Il giudice, infine, non ha ritenuto di dar corso alla richiesta di Mellone di effettuare ulteriori indagini. Ed ha archiviato tutte le accuse del sindaco nei confronti di Losavio.
















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