NARDO' - I neritini pare abbiano le allucinazioni perché fa molto caldo e vedono fette di anguria ghiacciata ovunque. Ma, in verità, la nuova scultura posizionata in piazza Mazzini è uno spicchio di Luna. La cosa sicuramente positiva è che sostituirà l'insopportabile opera "Ce la faremo", legata ad un periodo storico che tutti vogliono dimenticare.

ECCO SELENE, MONUMENTO DELLA RINASCITA E DELLA SPERANZA
L’opera di Daniele Dell’Angelo Custode in piazza Mazzini
In piazza Mazzini c'è “Selene, titanide della Luna”, opera scultorea del maestro Daniele Dell’Angelo Custode. L’opera è stata presa in adozione dal Comune di Nardò e prenderà il posto di un’altra scultura dell’artista neretino, “Ce la faremo”, che fu realizzata durante la pandemia. “Selene”, infatti, vuole essere un forte richiamo a divulgare e a far conoscere il messaggio della rinascita e della speranza dopo i drammi del Covid-19.
La scultura appartiene al manifesto di arte visiva del Transmanierismo Contemporaneo, movimento fondato da Giorgio Celli nel 1986 e di cui Daniele Dell’Angelo Custode fa parte dal 2021. L’autore si parametra da sempre con la materia, unendo componenti lasciate alla potenza del metallo grezzo o all’informe e casuale (ciò che una colata post fusione può creare) a ricercate superfici lucenti, specchianti, a momenti violentate dalla fiamma ossidrica. Dando così vita a sensi e simboli che sono tentativi di fuggire dal reale, suggestioni o altro che la mente umana suggerisce tramite fini artifici.
“Le opere di Daniele Dell’Angelo Custode – dice l’assessora alla Cultura Giulia Puglia – sono bellissime e ricche di significato. Anche questa, che ci restituisce un messaggio di rinascita e di speranza e che sarà uno strepitoso elemento artistico e di arredo urbano in una zona centralissima della città. Daniele porta dappertutto Nardò con la sua bravura e con opere originali e di una profondità unica”.
Daniele Dell’Angelo Custode è nato a Mettmann (Germania), si è diplomato maestro d’arte nel 1977, vive e lavora a Nardò. Ha iniziato prestissimo a lavorare il metallo e proprio il precoce contatto con la materia gli ha permesso di recepirne le qualità e le sofisticate caratteristiche e, di conseguenza, di far sue le potenzialità di trasformazione. Dal febbraio 2021 è entrato a far parte del manifesto del Transmanierismo Contemporaneo, in cui assume una connotazione trasversale, visto che è colui che lascia scoprire una materia inusuale, assumendone un’anima, creando una sinergia tra anima e corpo. È una nuova espressione d’arte che va a completare e arricchire il prezioso tesoro culturale del manifesto. Così i maestri fondatori riscoprono una nuova concezione della materia, una sfida di fisica e di forma. Innumerevoli le esposizioni al suo attivo in Italia e all’estero, come anche libri, cataloghi e recensioni da parte di autorevoli critici. L’artista oggi continua ad “interrogare” la materia del suo lavoro, con interesse da parte di amministrazioni, associazioni e collezionisti. Le sue opere sono indirizzate verso quell’arte informale che spazialmente evoca le interessanti contaminazioni materiche delle avanguardie, ma da cui, l’autore riesce a rilegare ed isolarne una sofisticata contemporaneità.
















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