NARDO' - Quanto conviene fare la racconta differenziata per i tedeschi? E quanto ci guadagnano? Sì, perché lì ci guadagnano tanto quando conferiscono vetro, lattine, plastica. E chi ha bisogno di arrotondare o guadagnare qualcosa di più "ruba" i rifiuti abbandonati per correre a conferirli e fare qualche soldino. Vi immaginate che cosa succederebbe in Italia, nelle nostre campagne? Verrebbero presto ripulite perché quel rifiuto, evidentemente, vale molto, anzi moltissimo.
Bisogna viverci un po' in un posto nuovo per capirci davvero qualcosa di quel luogo.
Dopo 22 giorni di Germania torno con un innamoramento inguaribile per il sistema della raccolta differenziata tedesca.
Tutto comincia con mia figlia che i primi giorni mi segue nel ripostiglio per controllare che io differenzi correttamente.
Io? Ti sei scordata, figlia, della mia anima green? Dei bidoni gialli, blu, grigi che teniamo nella cucina di casa cenatiera? Vuoi che non sappia come si differenzia?
Ma ha ragione lei. C'è qualcosa da imparare. Qui la raccolta differenziata è cosa serissima. Me ne accorgo quando sto per comprimere una bottiglia di plastica da 1,5l per deporla nella plastica e la figlia me la strappa di mano inorridita. Controlla l'etichetta: "ou! Stai per buttare 25 centesimi!?"
È il pfand tedesco. Un'istituzione in Germania da anni. Consiste nel "caricare" già al momento dell'acquisto di una cifra che varia a seconda che sia vetro, plastica o lattine.
I vuoti si conferiscono in un qualsiasi supermercato e ti rilasciano una nota di credito che puoi conservare o spendere direttamente. Compreso il meccanismo mi metto a ravanare la casa, a frugare gli stipi, il ripostiglio. Racimolo due cassettine di bottiglie di plastica e vetro. La figlia ha già uno scontrino con 10 euro di credito e con le due cassettine diventano 17€. Compriamo i pannolini per l'infante, il pane, i cornetti per la colazione e carabattole varie.
In Germania è normale osservare persone che racimolano per strada le (poche) bottiglie abbandonate. Lo avevo notato già durante un breve viaggio a Berlino. Non facevo in tempo a poggiare una bottiglietta di plastica nel bidone che subito una manina lesta la prelevava. Le persone in stato di bisogno racimolano un gruzzoletto per l'acquisto di beni di prima necessità.
Chi ha qualche primavera di troppo ricorderà sicuramente "il vuoto a rendere" che si usava anche da noi. L'uovo di colombo, in pratica. Soluzione semplice ed estremamente efficace.
Anche su quello che finisce nei bidoni bisogna avere gli occhi ben aperti: nessuna pigrizia, nessuna mollezza. Costa cara la superficialità. Se sei in affitto e non hai fatto le cose per bene, al centro di raccolta se ne accorgono. Ricevi una prima "diffida" dal proprietario di casa e se persisti si passa alle multe. Salate!
Giocoforza il pensiero è andato al lungomare di santa Caterina e santa Maria d'estate. Alle nostre campagne martoriate. Bidoni e muretti stracolmi di lattine e bottiglie. Ai blabla, alle telecamere, agli strali che lanciamo sulla nostra intima rozzezza.
Ma vi immaginate che succederebbe se ci fosse il "pfand" anche da noi? Un ragazzino potrebbe racimolare la paghetta del sabato solo raccogliendo i vuoti abbandonati. Entrare in un supermercato con i rifiuti ed uscire con coca-cola e patatine. E le persone in stato di bisogno? Potrebbero fare la spesa con una giornata di pulizia delle campagne.
È vero, non siamo civili come alcuni popoli del Nord. Ma è poi tutta davvero colpa della nostra scarsa educazione? O è la politica che indirizza ed "educa" il comportamento di un popolo con scelte intelligenti?
Se in Germania il pfand funziona perché non ci limitiamo a copiare?
In Italia il rifiuto spesso va a braccetto con malaffare e mafia. Ci vogliono capre, poveri e ignoranti.
(Stefania Ronzino)
















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