NARDÒ - Qualche giorno fa abbiamo dato notizia della candidatura del sindaco neritino alle prossime regionali, nella lista di Fratelli d'Italia. Notizia di un accordo non smentita ma, anzi, confermata da più parti e anche da esponenti di spicco del centrodestra cittadino e provinciale. Ma ora c'è chi rilancia: Pippi candidato Presidente della Regione.
Lo scrive Maurizio Angelillo sui social. Si tratta del direttore responsabile di Radionorba notizie. Tra i commenti c'è chi dice che, dopo Brindisi, Mellone è praticamente sconosciuto. Ma come viene in mente ad Angelillo il nome di Mellone? Ricordiamo che a Radionorba lavora da sempre un parente strettissimo dell'ex vicesindaco ed ora assessore, oltre che braccio destro dello stesso Mellone, Oronzo Capoti. Potrebbe partire da lì la conoscenza e consequenziale sponsorizzazione?
In ogni caso il post di Angelillo va letto. Un po' per come descrive Mellone e come lo vedono da fuori e un po' per capire in quali condizioni si trova il centrodestra regionale.
POST COMPLETO DI ANGELILLO SU FACEBOOK
DIARIO ELETTORALE PUGLIESE
CENTRO DESTRA
Il centro destra in Puglia non ha ancora scelto un candidato governatore. Il rischio è replicare il disastro delle amministrative a Bari. Se non si vuole ricorrere agli esterni, ma puntare su un interno, su un uomo dichiaratamente di destra capace di dare brio a una campagna elettorale che rischia di partire con la sindrome del perdente, un uomo capace di rompere gli schemi, qualche nome ci sarebbe, come l’attuale sindaco di Nardò, Pippi Mellone: giovane, 41 anni, destra radicale, anche lui come Decaro allergico a giacca e cravatta, politico di azione, aspetto trasandato (trasandatezza ricercata per Decaro, reale per Mellone) e soprattutto una testa pensante (quando morì nei campi di Nardò un migrante a causa del forte caldo emise una ordinanza di divieto di ogni attività nelle ore più calde della giornata, ordinanza copiata dalla Regione). Mellone fu notato da Emiliano, che è un ottimo talent scout, e tra i due nacque una amicizia che provocò problemi a entrambi.
CENTRO SINISTRA
Chissà a cosa sta pensando l’ex sindaco di Bari, oggi europarlamentare, Antonio Decaro. E chissà come la pensa. Il candidato governatore del centro sinistra alle prossime regionali in Puglia, asso nella manica ormai calato sul tavolo, si guarda bene dal dire una sola parola. Osserva e pianifica il futuro, questo è certo. Vede e sente il governatore uscente, Michele Emiliano, che si autoproclama suo padre e mentore politico, darsi molto da fare. Emiliano accusa i 5 stelle di averlo pugnalato alle spalle ingiustamente, proprio lui che è stato il primo ad accogliere in maggioranza e in giunta i grillini quando tutti li tenevano lontani perché ritenuti inaffidabili. Adesso Emiliano si chiede perché lo abbiano tradito uscendo dalla maggioranza e parlando male di lui e della sua amministrazione. Ce l’ha con Vendola, da cui ereditò la poltrona di governatore: mai Vendola – è il suo pensiero - avrebbe vinto, con il suo partitino, se non avesse ricevuto il sostegno del Pd; quel partito democratico, che per Emiliano è il suo partito, a cui chiede di trovargli adesso un posto in lista per diventare semplice consigliere regionale e restare in politica: diversamente dovrebbe rientrare in magistratura da cui è in aspettativa da 20 anni. Ma per ottenere la candidatura gli serve il favore degli alleati e soprattutto quella di Decaro. La domanda che in molti nel Pd si fanno è: come fa Decaro a organizzare una campagna elettorale avendo tra i candidati l’ex governatore Emiliano che sarà oggetto di critiche provenienti sia dall’interno del centro sinistra sia dallo schieramento di centro destra? Emiliano sta ripetendo troppo spesso che lui e Decaro sono uguali, hanno lo stesso dna, tipo padre figlio, o fratelli. E poi perché mai il centro sinistra dovrebbe parlar male del suo governo? Ma se Decaro vince le elezioni e viene eletto consigliere anche Emiliano, cosa accadrà in consiglio regionale quando si gestiranno vecchie questioni che intaccheranno decisioni prese dalla giunta Emiliano? E se in consiglio regionale ci sarà anche l’ex governatore Vendola e si parlerà di Ilva, argomento che lo vede ancora sotto processo, non si rischia di trasformare il consiglio regionale in un ring? Ovviamente il problema non sussiste se Decaro perdesse le elezioni. Rispetto a una ipotesi del genere non conosciamo il pensiero di Decaro ma sappiamo benissimo i suoi movimenti, diciamo scaramantici.
















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