NARDO' - Un neritino si è trovato in mezzo all'inferno di Taranto, proprio nei momenti peggiori, quelli successivi al passaggio del tornado.
“Insieme con i colleghi ci siano davvero trovati in mezzo ad una specie di tempo sospeso, tutto era irreale”. Rumori e suoni erano ovattati mentre i cavi dell'alta tensione penzolavano accanto al loro mezzo.
Tony Russo si trova nel capoluogo ionico per lavoro: lui fa la guardia giurata ed insieme con i colleghi è in un furgone portavalori. “Una situazione assurda – continua l'uomo – perché per regolamento non puoi scendere dal mezzo in nessun caso se non quando si è raggiunto il luogo prestabilito”. Gli uomini, dunque, restano asserragliati nel furgone blindato ma non vanno né avanti né indietro. I blocchi stradali sono ovunque e loro si trovano proprio nel rione “Tamburi” che è quello dell'epicentro.
“Pareva che un gigante avesse giocato con le automobiline – spiega Russo – e le avesse accatastate tutti in un angolo della via”. Invece era stato il tifone a sollevare alcune automobili per scagliarle come se niente fosse a diversi metri di distanza. Russo, che nel tempo libero fa il volontario in una associazione di soccorso e protezione ambientale, vorrebbe intervenire ma non può e, comunque, è meglio lasciar fare a chi è pratico del territorio: il furgone viene ben presto indirizzato verso un varco che consente all'autista di uscire dalla zona pericolosa.
“Abbiamo visto gente evacuata – continua Russo – mezzi di soccorso correre all'impazzata, tanta gente che si dava da fare per intervenire. Una città nella più completa emergenza. La nostra preoccupazione era rappresentata dai cavi dell'alta tensione e dai tralicci divelti o tranciati di netto. Il timore che ci potesse essere un'esplosione o una folgorazione era presente”.
Il volontario, dall'angolo di visuale della sua esperienza, ritiene che i danni sono stati contenuti, se si pensa alla potenza sviluppata dal tifone: “poteva andar peggio – spiega – e mettere la città in ginocchio”. Per il neritino solo un ritardo nel passare da alcuni clienti: una tappa non è stata rispettata perché il luogo d'arrivo era irraggiungibile. E poi il ricordo di quei momenti, immortalato col suo telefonino.
















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