NARDO' - Lungodegenza non lascia ma raddoppia. In controtendenza netta rispetto alla chiusure a raffica alle quali è stato sottoposto l'ospedale di Nardò, nel “San Giuseppe – Sambiasi” c'è finalmente un fiocco rosa perché il reparto raddoppia i posti letto, che passano da 12 a 24. Ma la delibera del direttore generale è generosa con Nardò (che dipende sempre dall'Unità complessa di Copertino, beninteso) visto che raddoppia il numero dei medici a sei, compreso il responsabile, Spartaco Tollemeto, e aumenta fino a 18 quello degli infermieri che verranno coadiuvati da un congruo numero di operatori socio sanitari.
Insomma non ci sono avvisaglie di nuove chiusure di servizi nell'ospedale, che già questa è una buona notizia visto che Lungodegenza, nelle intenzioni originarie, sarebbe dovuto essere accorpato altrove. Ma a Copertino non c'è più posto per uno spillo, togliere ancora servizi a Nardò avrebbe significato infierire su un territorio molto penalizzato mentre questa “apertura” appare come il riconoscimento dell'ottimo lavoro svolto in questi anni da Tollemeto e dai suoi colleghi. Il reparto in questione è una specie di gioiellino, per la verità.
Il raddoppio dei posti letto, infatti, rende strategica la posizione del nosocomio neritino nelle strategie dell'azienda sanitaria sia pur per Lungodegenza che rappresenta, in ogni caso, la risposta importante ad una popolazione che invecchia e che ha bisogno costantemente di servizi adeguati.
Certamente questa soluzione apparirà come un “palliativo” a chi non dimentica come il Sambiasi è stato impunemente smantellato. Qualche giorno fa il più fiero difensore dell'ospedale “così com'era”, l'ingegner Francesco Antico, ha diffidato l'Amministrazione comunale. Una firma sul protocollo d'intesa con la Regione avallerebbe il “fumo negli occhi” come la soluzione a tutti i problemi generati dalla chiusura del nosocomio.
“E' un protocollo d'intesa capestro – dice Antico - che segna la morte definitiva dello storico ospedale cittadino per il quale continua a parlare con ambiguità di servizi sanitari specialistici, day service, sale operatorie e pronto soccorso, gettando continuamente fumo negli occhi della povera gente, che non comprende le sottili differenze delle ambigue parole utilizzate”.
















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