NARDÒ - Sempre più furti, con non poche preoccupazioni, confermate da più fonti. Nardò non è più una città sicura, dove non molto tempo fa le nostre case venivano lasciate aperte persino con delle chiavi sulle porte. Ma il MoVimento5Stelle neritino qualche proposta valida ce l'ha.
È solo un ricordo il tempo in cui tornando a casa dopo una giornata di lavoro o di giochi per strada, si rientrava senza suonare il campanello.
Era una vera fortuna questa, che forse non tornerà più ed è un vero peccato, complice “forse la crisi”, ma la situazione è molto grave e preoccupante.
Oramai, non ci si può permettere neppure di lasciare il lusso di un balcone aperto o una finestra socchiusa per far entrare qualche boccata di aria fresca. Anche nel territorio neretino sono sempre più frequenti furti, gli orari sono sempre quelli dedicate alle ore del mare o del preserale dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 21.
Le zone colpite, si penserà, che sono nella periferia della città, ma da informazioni rilevate dal comando di Polizia, in quest'ultima settimana sono stati diversi i furti quattro in zone centrali e di alta frequentazione come in via Bellini, nel quartiere di San Gerardo, in via Volta ed anche nelle marine di Santa Caterina e di Santa Maria al Bagno.
Ricordiamo che la sicurezza urbana ricopre un ruolo fondamentale nella programmazione e nell’attuazione di tutte quelle politiche indirizzate alla salvaguardia dell’incolumità dei cittadini.
In particolare si definisce sicurezza il controllo del territorio, la tutela fisica dei cittadini, nonché l'equilibrio delle parti sociali e l'integrazione dei cittadini italiani e stranieri.
Con decreto adottato dal Ministro dell’Interno il 5 agosto 2008, dopo aver ribadito che la materia dell’ordine pubblico e della sicurezza è riservata esclusivamente allo Stato, e dopo aver riferito la “incolumità pubblica” alla “integrità fisica della popolazione”, individua la “sicurezza urbana” come bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità dei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale.
In questo senso la lettura della disciplina in vigore corrisponde alla complessità sostanziale delle questioni: i sintomi di degrado e i fenomeni di insicurezza urbana hanno infatti una natura complessa e richiedono inevitabilmente, per loro natura, delle risposte composite, che mobilitano diversi strumenti giuridici, varie istituzioni e vari tipi di politiche pubbliche (es. costituire un tavolo permanente sulla sicurezza, attivare tutte le consulte previste ecc.)
Una città sicura non è per forza una città blindata, ma una città reale: dobbiamo proseguire quindi nell’impegno quotidiano per migliorare e rendere più sicura la qualità della vita.
Chiediamo pertanto al Sindaco di attivarsi immediatamente allo scopo di sviluppare un progetto per costituire un tavolo permanente sulla sicurezza urbana fra Prefettura, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Municipale, Protezione Civile e le diverse associazioni presenti sul territorio.
Un modo sarebbe quello di incrementare il controllo in alcune aree più delicate utilizzando ad esempio i vigili urbani provvisori, questo senza un grosso dispendio di risorse finanziarie.
Un altro aiuto sarebbe quello, vista la situazione molto critica, quella di prolungare il contratto dei vigili ausiliari, che terminerebbe a fine agosto, individuando dei fondi necessari alla sicurezza della città.
Questo sicuramente non sarà sufficiente ma potrebbe essere un buon punto di partenza.
MoVimento Cinque Stelle Nardò
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