NARDO' - E così mi son ritrovato di notte fra mandrie ruzzolanti di turisti a caracollare giù per Portoselvaggio.
Il cielo stellato e la luna, ahimè, erano in ferie, in compenso le migliaia di flash e di lucine stroboscopiche vendute oculatamente dall'immancabile abusivo di turno hanno illuminato a giorno il povero Parco, e gli altrettanto poveri musicisti che si affaticavano mezzi accecati a leggere lo spartito fra lampi, torce puntate che nemmeno la Guardia di Finanza la notte di San Lorenzo, strepitii di bambini, latrati di cani minchia.
Il tutto con l'immancabile sottofondo del solito incedere delicato e leggero della colonna infinita (o infame?) di gente che con la discrezione di una mandria di bisonti americani al galoppo procedeva verso valle, anzi mare....mai visti bisonti andare a mare....ma tant'è!
Il tutto in un Parco Naturale Regionale, nel pieno rispetto dei bioritmi della fauna, nel pieno rispetto della visione intimista e raccolta che la musica (per chi è riuscito a sentirla) suggeriva al delicato orecchio dell'ascoltatore, che si affaccendava per trovare il cespuglio migliore da tranciare per scavalcare lo scudo umano che simpaticamente ma efficacemente si formava attorno all'artista.
Che dire. A mio parere un Parco Naturale deve essere promosso in ben altri modi, e innanzi tutto tutelato.
L'idea, di base molto carina, avrebbe dovuto esser sviluppata in un contesto diverso, più consono. Portoselvaggio viene già violentato ripetutamente e senza vasellina ogni giorno d'estate da metà luglio a fine agosto dalle solite torme di turisti beceri e sporcaccioni, gli stessi che spaccano le scogliere per fare poltiglie di calcare credendo che sia ottimo per la pelle (quando invece è cancerogeno, e se magari si mettesse un cartello dissuasore?).
Ora, a quanto pare, si è deciso di non lasciar riposare il Parco (Naturale, ricordo) nemmeno di notte. Seppur per una notte, è un pessimo segnale di quale piega stia prendendo la salvaguardia e la tutela dell'Area. A mio parere andrebbe ridiscusso tutto, chè innanzi tutto vi è la tutela ambientale, e poi il turismo ed il resto.
Sarei favorevole, nel periodo estivo, ad un numero programmato di turisti giornalieri, muniti di appositi pass rilasciati da un Ente Parco o dal Comune, per controllare e ridurre la pressione antropica che è veramente eccessiva (e distruttiva) per un'area così bella e delicata.
Sarei favorevole ad approntare una postazione di Guardia Forestale (e non solo i soliti volontari, per carità, tanto di cappello, ma non bastano a scoraggiare i cafoni). Mi piacerebbe vedere un presidio fisso nella zona della baia, così da poter arrestare (sì, avete capito bene, arrestare) i distruttori di scogliere per distruzione di bene ambientale per poi salassarli con multe da capogiro.
Sarei favorevole a promuovere un turismo di testa, e non un turismo di pancia, un turista delicato e intimo, che nel rispetto della natura e dello spirito del Parco riscopra se stesso, attraverso percorsi fatti di flora, di fauna, di paesaggi, di salsedine e brulle macchie. Giù per le falesie scoscese ed irte di mirti, fra le grotte e l'archeologia ad esse legate, il turismo, quello che il Parco merita, potrà ritrovare sia le proprie radici, che i giusti esempi da seguire, le prime lontane nelle sabbie del tempo, dai Neanderthal nostri antenati con le prime culture artistiche dell'europa paleolitica, i secondi nella storia massima di rispetto ambientale che ha permesso che tutto ciò possa essere ancora contemplato, la storia di quella coraggiosa e grande donna, Renata, il cui spirito vigila ancora, (e ancor si sdegna) sospeso sul letto verde delle fronde dei Pini d'Aleppo.
Matteo Vallone
dott. in Scienze dei Beni Architettonici, Archeologici e dell’Ambiente
















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