NARDO' - Starebbero “tornando”, dopo anni di peregrinazioni in chissà quali depositi bancari e fondi di investimento, le centinaia di milioni di lire – parliamo di oltre vent'anni fa – appartenuti in vita a due anziani neritini estremamente parsimoniosi tanto che il loro soprannome originario ancora oggi identifica persone che hanno milioni da parte ma che conducono una vita da pezzenti. Il loro mitico denaro, considerato scomparso, oggi sarebbe stato impiegato da misteriosi investitori per acquistare antichi palazzi nel centro di Nardò e ville di lusso nelle marine.
La storia si fa risalire dalla cronaca cittadina alla fine degli anni Ottanta quando i due ottuagenari erano ancora attivi ed in circolazione. Ovviamente in bicicletta.
In molti ricordano gli indumenti consunti indossati in estate e inverno e le loro abitudini spartane. Leggenda e testimonianze vogliono che i due fratelli ponessero sul focolare una “pignatta” di terracotta piena di legumi e che con la stessa pietanza tirassero avanti per una intera settimana. Poi che avessero fatto un patto per non sposarsi, a causa del costo elevato per il mantenimento di una moglie, e che solo in tarda età – non erano ancora gli anni dell'invasione delle badanti russe – avessero proposto ad una donna di prenderne due, entrambi i fratelli, al prezzo di uno. Volevano, insomma, una moglie in comproprietà, per risparmiare sul costo vivo.
Leggende fino ad un certo punto, però, perché i due anziani con il loro modo di vivere e comportarsi avevano tirato su una sommetta straordinaria per l'epoca, un vero tesoro. Quando la privacy negli istituti bancari era solo un'ipotesi di là da venire, infatti, nella vecchia Banca Popolare di Nardò si vociferava di un libretto di risparmio al portatore che conteneva quasi un miliardo. Sono anni in cui un giornale costa 600 lire e una tazza di caffè 300, tanto per intederci. Certo è che a distanza di pochi anni i due anziani muoiono e parte la caccia al tesoro al libretto miliardario ma i nipoti lontani, sempre tenuti a bada dai due, diffidenti, anziani, stringono solo un nugolo di mosche.
Mentre i beneinformati rivelano che il denaro ha preso la via della donazione nei confronti di un fiduciario dei due anziani, un uomo che “s'è girato” in casa loro come fattore e collaboratore. Proprio in questi giorni i parenti prossimi dell'uomo, ormai deceduto, si sarebbero dati a investimenti immobiliari molto impegnativi in città e nelle marine. Da ciò l'ipotesi: il tesoro, come le pecorelle, sta tornando all'ovile.
















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