NARDO' - Insomma, non male per la città che doveva punire Vendola per la chiusura dell'ospedale. Si vede che i neritini sono coerenti: Dario Stefàno vince alla grandissima a Nardò, ed è uno dei pochi successi veramente limpidi e sonanti in provincia di Lecce. Merito di alcune famiglie che si sono veramente impegnate o demerito del Partito Democratico? Intanto leggiamo com'è andata anche nel resto del mondo.
Ha ragione Mino Frasca (Forza Italia) quando dice che anche nel centrodestra va importato il metodo delle primarie. Che al di là del momento di confronto e democratica scelta (ed è vero che c'è: ricordate quando Vendola sbaragliò Boccia) è una vetrina straordinaria che anticipa la competizione vera e propria con l'avversario. Praticamente si tratta di una lunghissima campagna elettorale a senso unico e una propaganda per il candidato vincitore che ottiene visibilità gratuita per mese e "fidelizza" il suo volto e le sue idee presso il popolo degli elettori.
Ore 23.30 - 1358 votanti
Dario STEFANO - 785 preferenze
Michele EMILIANO - 467 preferenze
Guglielmo MINERVINI - 97 preferenze
4 BIANCHE e 5 NULLE
1500 votanti circa alle 22. A mezzogiorno erano stati 500, alle 20 erano 1320.
Tanti, troppi per essere in maggioranza dell'area Pd. Ed, infatti, i primi dati usciti dallo scrutinio danno avanti Dario Stefàno, il candidato di Sel. Ma anche Minervini, outsider di Michele Emiliano in casa Pd, dovrebbe ottenere i suoi voti grazie all'impegno di Cosimo Caputo e di diversi "insospettabili".
Preoccupanti, per il Pd, anche i numeri in regione: a Lecce avrebbero votato circa 23mila persone, a Bari "solo" 20mila. Significa che il leccese Stefàno ha lavorato sodo. Il canndidato di Sel, infatti, ha il sopravvento in diversi comuni della provincia anche se Emiliano ha le sue roccaforti nel barese dove ottiene gratificanti risultati.
Ora capiamo, però, anche il senso delle costanti telefonate del segretario Piconese e dell'ex onorevole Abaterusso a notabili della politica cittadina: Siciliano, Leuzzi, Falangone. Richiami all'ordine che sono serviti a ben poco perché, a vincere, è un'area ribelle in un Comune, quello neritino, tra i più grandi della regione e governato da un sindaco con larga maggioranza Pd.
Alle 22 terminava il tempo per presentarsi ai seggi ed esprimere la preferenza per il prossimo candidato del Centrosinistra alle Regionali del 2015 tra il segretario del Pd, Michele Emiliano, l’assessore regionale alla Legalità Guglielmo Minervini (Pd) e il senatore Dario Stefano sostenuto dal Sel. Il conteggio dopo una giornata che ha visto scongiurato il pericolo astensione: in chiusura su 181 seggi conteggiati su 298, il totale dei votanti è di 92.555. In molti seggi il voto si è protratto anche dopo ore 22. Alla fine si contavano 100mila presenze. In pratica sforato l'obiettivo di partenza di cercare di reggere il confronto con le passate primarie.
E prima di qualsiasi dato ufficiale sono i singoli cittadini a «dare i numeri» direttamente sul profilo Twitter di Emiliano, dai quali risulta che l'ex sindaco di Bari è ampiamente in vantaggio sugli altri due candidati con un dato ben oltre il 60%.
E se Minervini in rete risulta «non è pervenuto» per i votanti foggiani, Stefano a volte non riesce a sfondare neanche nel suo Salento. A Taurisano su 404 voti 283 sono sono per Emiliano, 58 a Stefano e 63 a Minervini. La «rivincita» ad Otranto: Stefàno 559, Emiliano 35, solo 9 voti per Minervini. Emiliano espugna anche un grosso centro come Casarano ottenendo 398 voti, Stefàno 282, Minervini 131.
Nel complesso Emiliano dilaga tra Bari e Foggia, mentre Stefano si prende la sua rivincita a Lecce città dove ottiene 1645 preferenze rispetto alle 1034 di Emiliano, completamente staccato Minervini con 216.
Anche la provincia di Brindisi non premia il candidato salentino: un grosso centro come Latiano vede per Emiliano 716 voti, Stefàno 73, Minervini 26. Percentuali simili a San Pietro Vernotico: Emiliano 706, Stefano 59, Minervini 16.



















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