NARDO' - È stato approvato in Giunta il Piano comunale delle Coste dopo 3 anni di gestazione. Ma il tempo trascorso, secondo qualcuno, non ha portato buoni risultati.
Un tempo più lungo di quello della gravidanza di un'elefante. Senza parlare del costo sostenuto per incarichi interni ed esterni e consulenze.
Abbiamo espresso, nel corso della Commissione consiliare di giovedì 26 febbraio, tutte le nostre perplessità su un Piano delle Coste che non rispetta a nostro avviso, a pieno, l'ambiente e soprattutto non creerà l'occupazione che molti si aspettano. Dare peraltro solo 24 ore a consiglieri comunali, associazioni ambientaliste e alla Consulta dell'Ambiente per discutere del piano Coste è un'aberrazione antidemocratica in linea con la politica risiana di questi 4 lunghi anni.
20 stabilimenti balneari e dieci SLS sono un'enormità per un territorio di 22 Km. Sorgerà in pratica uno stabilimento ogni meno di un chilometro. Senza considerare gli stabilimenti balneari già esistenti.
E senza considerare soprattutto l'impreparazione del territorio data l'assenza ben nota di posti letto, posti auto, parcheggi e la folle viabilità. D'altronde a Santa Caterina e Santa Maria già ora la viabilità d'estate è un inferno. E pensate che solo in quel tratto (tra le due principali marine) ne nasceranno 10 di stabilimenti in soli 4 km! È facile immaginare che, dato il gran numero di stabilimenti previsti, l'inflazione svaluterà il valore di ogni singolo stabilimento. Non si farà, insomma, un favore neanche agli imprenditori che vogliono investire in questo settore.
Molti hanno visto, infatti, negli stabilimenti l'Eldorado in grado di sconfiggere radicalmente e definitivamente la piaga della disoccupazione e dare a tutti un reddito. Dopo il gran numero di stabilimenti approvati, si può presumere che così non sarà affatto.
36 sono, infatti, solo coloro che nel corso di questi 3 anni, più o meno spontaneamente, hanno protocollato progetti, istanze e note per avere un "loro" stabilimento. Imprenditori e società che pretendono di avere un diritto di prelazione (par di capire, pure a ragione) rispetto a domande che arriveranno dopo l'approvazione. Uno status quo dovuto in gran parte alla mancata istruttoria che l'Ufficio non ha mai pensato di intraprendere nonostante l'accusa di "omissione di atti d'ufficio", formulata, anche per iscritto, da alcuni privati verso dirigenti e funzionari comunali alle Autorità competenti.
Il rischio di contenziosi, già numerosissimi, davanti al Giudice Amministrativo è quindi molto alto. È facile presumere, peraltro, che si aprirà la corsa ai 30 stabilimenti con promesse che a 12 mesi dal voto potrebbero arrivare a pioggia. Insomma, un annuncio o poco più, visto che tra osservazioni, ricorsi e il doveroso e necessario passaggio dal Consiglio comunale, prima dell'estate 2016 (giusto in tempo per la campagna elettorale!) le nostre coste rimarranno tali e quali.
Pippi Mellone
Consigliere comunale
Andare Oltre
Gianluca Fedele
Presidente Andare Oltre
















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