Non sempre è necessario commentare un risultato elettorale, ma qualche volta sì, e allora vorrei entrare in argomento parlando di un obiettivo politico di alto valore che ci ha visti lavorare con impegno e fiducia per raggiungerlo.
Con Ernesto Abaterusso il PD salentino ha dato il meglio di sé, portando nel Consiglio regionale della Puglia una grande risorsa del partito e del nostro territorio, con lui si sono affermate le istanze genuine a autentiche della politica e dei progetti che poggiano le loro basi sulla buona politica.
Per l’affermazione del PD salentino è stato determinante e decisivo il ruolo della segreteria provinciale di Lecce che, a differenza del recente passato, è stata in grado di assecondare le istanze di partecipazione e che ha ascoltato i buoni propositi di tutti i candidati ai quali va il ringraziamento per la passione e l’impegno profuso per una difficile campagna elettorale. Una segreteria vicina, insomma, amica del territorio che ha il merito di aver condotto una campagna elettorale aperta e onesta, giocando sempre a viso aperto. E ci pare una bella novità.
Al contrario, invece, chi parla di padrini e padroni non sa quello che dice, anzi lo dice con il preciso obiettivo di offendere e di contenere la portata rivoluzionaria del risultato elettorale di tutto il PD Salentino e di Ernesto Abaterusso che sicuramente ha dato fastidio e ha intaccato rendite di lungo corso all’interno della nostra stessa formazione.
Bene, è proprio quello che volevamo, quello che serviva al PD. Con Abaterusso si è messo in luce un modello di fare politica che ha guardato in profondità al territorio, alla gente, ai cittadini che non hanno perso la speranza e a quelli che attendono di recuperarla. Nelle case, nelle piazze, nei problemi, nei bisogni, è qui che siamo tornati a fare politica, ecco perché lasciamo a ciascuno il compito di riflettere sulla propria campagna elettorale, ben sapendo che non ci sfuggono metodi e passaggi politici che sono la cartina al tornasole di certi risultati.
Ora il presidente Emiliano ha l’occasione di dimostrare nei fatti la volontà di fare del centrosinistra una componente vitale della Regione, a partire dalla scelta degli uomini e delle donne. La Puglia di Vendola non è stata tutta rose e fiori, in qualche caso è stata una corona di spine e allora bisogna cambiare prassi e consuetudini a partire dagli uomini e dalle donne che non possono e non devono essere gli stessi, che non devono e non possono essere sempre le stesse, e che non vorremmo ritrovarci tra capo e collo in virtù di inspiegabili e incomprensibili privilegi che hanno già condizionato la buona declinazione della politica regionale della Puglia.
Chi ha già avuto le sue chance, riponga ogni velleità e si metta a disposizione del partito, mentre il partito punti sulle cose migliori che ha saputo fare, con la sana complicità degli elettori.
Cosimo Durante
Componente della Direzione Regionale PD
















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