NARDO' - Mai un singolo candidato ha scatenato un "flame" nei propri confronti (insulti reiterati, mirati a offendere l'interlocutore) come quello destinato all'ex candidato sindaco che si è recentemente schierato con il centrosinistra. Ma Ronzino ha dalla sua anche tantissimi estimatori, uno su tutti il famoso scrittore Livio Romano. E' un fenomeno massmediologico, lo è sempre stato. Un caso da studiare, soprattutto per l'impatto che ha sui social. Amatissimo o odiatissimo, con poche vie di mezzo. Ormai nel mito gli scontri con la senatrice Barbara Lezzi o le sue comparsate televisive. Quest'uomo, per concludere, scatena passioni e discussioni come nessun altro. Per questo appare interessante leggere della genesi della sua nuova candidatura.
Credo sia molto difficile amministrare una città come Nardò.
Credo sia molto facile sparare a zero sulle persone e sui loro comportamenti.
Sono stato corteggiato a lungo dai vari candidati Sindaci, in questa tornata elettorale. Tutti mi hanno espresso stima; solo uno di loro ha iniziato ad accusarmi di tutto e di più una volta che ho fatto una scelta diversa da quella in cui sperava.
Ritengo che Marcello Risi abbia fatto un lavoro discreto, in questi cinque anni. Credo che sarà rieletto ed intendo dare una mano alla sua futura amministrazione ed alla città in cui vivo.
E’ tutto qui. Semplicemente.
Eppure mi si accusa di essere un voltagabbana, un cerca poltrone. Chiariamo un punto: non ho mai avuto una tessera di partito. Solo quella della Federazione Giovanile Repubblicana, dal 1985 al 1989, perché stordito dall’assassinio di Renata Fonte.
Nel 1989 ho ricoperto il ruolo di vicesegretario regionale e Responsabile nazionale del Settore Europa. Ero nel direttivo nazionale, con altri 5 ragazzi, tra cui Davide Giacalone e Oscar Giannino.
Abbandonai ad un passo dall’entrare nel Partito, col ruolo di assistente parlamentare. Abbandonai perché in preda ad un idealismo che non consentiva compromessi. Ho rifiutato la proposta di un altro partito di governo di guidare i giovani di quell’area, ruolo che mi avrebbe fruttato l’esenzione dal servizio militare ed una carriera parlamentare e professionale certa. Ho rifiutato con sdegno e profonda nausea.
Ho sospeso ogni mia attività politica per anni, fino al 1994, anno in cui ho costituito la lista civica “Crescita civile”, con candidato sindaco Nino Muci, che basava la propria ragion d’essere sul pamphlet di Norberto Bobbio “Né destra né sinistra”.
L’accozzaglia di idee e personalismi fece naufragare anche questo progetto.
Per molti anni resto ai margini della vita politica. Mi costruisco una professionalità poliedrica ed accompagno nella crescita due figlie.
Ma resto avido di letture e conoscenza. Mi interesso di decrescita, di nuove economie, di modi alternativi di produzioni agricole, ecc. ecc.
Nel 2009 costituisco “Cento passi”, una non associazione talmente tanto simile al MoVimento 5 Stelle che un paio di ragazzi neretini iniziano a corteggiarmi perché io accetti di iscrivermi nel MoVimento, capeggiandone la lista che, nel 2011 si presenterà alle amministrative, col risultato che sapete. In quella circostanza, inoltre, ricevo e rifiuto la proposta di entrare in Giunta con Marcello Sindaco, in qualità di Assessore e, alzando la posta, di vice Sindaco.
Arrivano le parlamentarie e, nonostante io sia stato il candidato grillino con più consensi in Puglia, le votazioni on line mi relegano in una posizione così bassa che nemmeno l’inatteso 25% mi consentirà di risultare tra gli eletti. Ciò fu dovuto ad una strategia degli attivisti di Lecce ed Andria, non consentita dalle regole del MoVimento. Denuncio regolarmente l’accaduto allo staff, ma non c’è il tempo di decidere alcunché perché il governo anticiperà le elezioni a febbraio (per la prima volta nella storia della Repubblica), perché spaventati dai sondaggi.
La tensione tra me ed i parlamentari salentini cresce (in virtù anche del fatto che io abbia chiesto ripetutamente spiegazioni sul perché i loro compensi superino mensilmente e abbondantemente i 12.000 euro, della loro scarsa democraticità, ed altre questioni) al punto che si crea una vera e propria spaccatura. Da una parte mezza dozzina tra senatori e deputati, dall’altra un cittadino. La storia di Davide e Golia appassiona gli attivisti pugliesi al punto che, a mia completa insaputa, si organizzano per raggiungere il numero di click necessario a farmi rientrare nella lista dei 72 italiani candidati al Parlamento Europeo col MoVimento 5 Stelle. Ci riusciranno. Con 904 click mi spingono in lista. I parlamentari puntano sull’altro neretino Cristian Casili, ottenendo di far rientrare anche lui in questa ristretta lista (Nardò ha due candidati: caso più unico che raro).
Vivremo una campagna elettorale piena di scorrettezze, dove io sarò costantemente indicato come il nemico del MoVimento, mentre Cristian incassa persino l’appoggio di Pippi Mellone ed Andare Oltre (fu la prima volta che Pippi mi cancellò dai suoi amici di Facebook; la seconda pochi giorni fa, quando ho deciso di sostenere la futura amministrazione Risi).
A quel punto mi ritiro. La lotta è stata dura ed impari. E, soprattutto, mi sono stancato di lottare. Inizio a pensare che la contrapposizione non sia la strada per fare qualcosa di buono per chi ci circonda e chiede attenzione e sostegno.
Per cui, semplicemente, ritorno in campo nell’unico schieramento che mi accetta per ciò che sono, lasciandomi libero di esprimermi e di muovermi.
Credo che il periodo delle parole sia finito. Per la politica deve iniziare l’epoca dei fatti. Mi sto interessando di bandi regionali. Occorre attrarre risorse, compilare progetti e presentarli. Occorre aggregare i talenti neretini e sostenerli.
Non intendo prestarmi oltre a dibattiti sterili. Mi interesso solo di misure che possano migliorare la qualità della vita di questa città. Non credo che Nardò sia una città distrutta. Credo, anzi, che Nardò sia un luogo fantastico. Voglio aiutare Marcello ad essere un Sindaco migliore. Perché un uomo da solo non può nulla. Voglio poter aiutare questa città ad essere una comunità. So che si può. Ed è quello che sto facendo.
Alfredo Ronzino
















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