NARDO' - "Il confronto politico langue. Le proposte amministrative sono scarne e molto simili. Pochi candidati al consiglio comunale intervengono sui giornali on line locali e, in quei pochi casi in cui avviene, è sufficiente utilizzare un qualsiasi motore di ricerca per capire che si tratta di articoli copiati pari pari da programmi amministrativi già presentati in altre città d’Italia". Ad Alfredo Ronzino, che è stato uno dei precursori nell'utilizzo della Rete, non passa la mosca (programmatica) sotto il naso. Ecco che cosa ha scoperto.
Non scopriamo l’acqua calda se ammettiamo che il 90% dei candidati al consiglio comunale di Nardò ha delle lacune importanti in tema di grammatica e di sintassi. Per limitarci alla forma.
Sui contenuti, poi, le idee e le parole sono talmente simili che ciascuno accusa l’altro di aver copiato (vedasi campagna elettorale in quel di Gallipoli). Tutti inneggiano al “cambiamento” e a me pare che questo cambiamento, in sostanza, voglia significare semplicemente sostituire Tizio con Caio.
Non ravviso alcuna innovazione tra le idee di coloro che professano la rivoluzione. Gli slogan sono impietosamente legati al passato.
Come possiamo, dunque, avviare una riflessione che abbia un minimo di sostanza in questo quadro desolante?
La mia proposta è di riflettere sul ruolo dei rappresentanti istituzionali: degli eletti, insomma.
Per quanto mi riguarda, ho smesso da tempo di proporre soluzioni per le questioni di mera amministrazione locale. Ho smesso di offrire “perle di saggezza”, come tanti fanno, con saccenza ed arroganza. Perché credo fermamente che le soluzioni nascano dalla condivisione con cittadini e potrà accadere che i miei desideri non necessariamente coincidano con quelli della stragrande maggioranza della popolazione.
Il ruolo di rappresentante istituzionale (consigliere o assessore) che propongo in questa sede è quello di una figura che abbia capacità di ascolto, facilità di relazioni sociali, che sia in condizioni di fare sintesi e di realizzare, infine, la visione mediata di volontà che non necessariamente viaggino d’accordo.
Ciò vale, a mero titolo esemplificativo, per le ataviche questioni tra chi voglia legittimamente operare nell’ambito della cosiddetta movida e chi, altrettanto legittimamente, difenda il proprio diritto al riposo. C’è una via percorribile e sta al rappresentante istituzionale indicarla, ascoltate e coinvolte le parti.
Ci sono misure per agevolare l’occupazione giovanile e ci vuole capacità di scrivere progetti che rispondano ai requisiti richiesti per l’erogazione di finanziamenti. Un altro carico di lavoro di cui dovrà rispondere il rappresentante.
Sempre con questi finanziamenti, il “politico” di turno dovrà realizzare spazi d’aggregazione giovanile, coinvolgendo i tanti ragazzi in attività artistiche, artigianali e produttive. Tanto più che da ieri è fin troppo visibile come a Nardò circolino fiumi di droga con le conseguenze catastrofiche che tutti noi abbiamo il dovere di evitare. Il “politico” che propongo, in buona sostanza, è un cittadino che viva la sua città, alla pari con ciascun cittadino.
Un politico di questo tipo è al corrente di quali e quanti talenti insistano nella propria città e si attiverà per metterli in contatto, proporrà dei bandi a loro congeniali e li seguirà fino alla realizzazione dei singoli progetti.
Il politico che propongo è un essere umano che riconosce e rispetta la dignità di chiunque altro. Un essere umano che possa unire i membri della propria comunità. Un uomo o una donna che si preoccupi di formare i più giovani in modo tale da metterli nelle condizioni di guidare questa città nel modo migliore possibile.
Alfredo Ronzino
















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