NARDO' - Si sono esercitati in molti in analisi più o meno appropriate al fine di individuare le cause della sconfitta di Marcello Risi al ballottaggio di domenica 19 giugno.
Il fattore più importante da prendere in considerazione è sicuramente l’azione articolata messa in campo dal centrodestra, riuscita vincente anche a Nardò, con l’obiettivo di sconfiggere il centrosinistra e il suo partito numericamente più significativo: il Partito Democratico.
Infatti, è piuttosto ingenuo ritenere che il recupero di oltre 2.300 voti da parte di Mellone possa essere addebitato a errori, sottovalutazioni, ecc., che pure vi sono stati nel campo del centrosinistra. Non possiamo non osservare che il dato di Nardò, si inserisce perfettamente in un quadro nazionale di alleanze di ogni tipo – volte unicamente a battere il PD – che ha visto saldarsi insieme populismi e xenofobie, estrema destra e Forza Italia. A Nardò, il ricompattamento del centro destra ha visto come attori principali da una parte Raffaele Fitto, con il suo entourage di vertice e dall’altra – in un accordo “regionale” di sopravvivenza – Luigi Vitali, leader di Forza Italia in Puglia.
La candidatura di Vaglio, fortissimamente voluta da Fitto, doveva servire (ed è servita) a evitare l’eventualità niente affatto remota che Marcello Risi potesse vincere già al primo turno. I “cambi di cavallo” a ridosso e prima del 5 giugno, pilotati dai livelli regionali del centro destra, sono serviti a rafforzare la candidatura di Mellone, una volta che cominciavano ad essere chiari due questioni fondamentali: la ridotta consistenza della coalizione di Maglio e lo scarso appeal fra i cittadini della candidatura di Vaglio, il quale (“mancava nelle case”) difficilmente avrebbe potuto vincere al ballottaggio. Ecco che Mellone, diventava così la carta sulla quale il centrodestra regionale e quasi per intero quello locale puntava la sua voglia di rivincita.
Non voglio tacere la circostanza che, specialmente dopo il 5 giugno, nella coalizione di Risi si siano compiuti degli errori, in particolare nella capacità di comunicazione, risultata abbastanza inefficace nel rintuzzare le falsità propagandate dai collaboratori di Mellone (mentre addebitava a Marcello Risi un inesistente accordo sottobanco con Frasca, era lui che aveva accolto nella sua coalizione la profuga Forza Italia, dapprima tanto esecrata; era lui che sollecitava la restituzione dei voti portati in dote ai grillini in occasione delle regionali 2015; era lui che teneva incontri mantenuti nascosti fino all’ultimo momento, con esponenti e candidati di altre liste esclusi dal ballottaggio, che aveva pubblicamente disprezzato fino a poco tempo prima e che ora sono presenti nella sua giunta).
So bene che vi sono stati, nelle due settimane che hanno preceduto il ballottaggio, sottovalutazioni, appagamenti per il risultato raggiunto o delusioni personali che hanno allontanato dal lavoro di ricerca del consenso un po’ di persone. Ciò che denuncio sono i veri e propri tradimenti commessi da personaggi della coalizione di Risi, anche attraverso il commercio dei consensi, commercio che sembra abbia riguardato candidati grandi elettori di liste non arrivate al ballottaggio. E mi sento di dire che oggi, con la sconfitta di Marcello Risi, ha vinto il comitato di affari che fu bloccato nel 2011 con la sua vittoria.
Non nascondo, infine, lo sconcerto per il fatto che Mellone abbia più volte dichiarato, in televisione (Tele Rama) e sugli altri media (non al bar sotto casa), di avere da tempo un filo diretto con Michele Emiliano, filo diretto assicurato dal suo amico Claudio Stefanazzi. Sconcerta la dichiarazione che Mellone ha reso nel corso di una recente puntata della trasmissione “Controvento” andata in onda oltre una settimana fa, quando ha affermato che “Emiliano mi ha telefonato poco fa per congratularsi con me per la mia elezione” (Emiliano che telefona a Mellone, non viceversa). Disturba non poco che Mellone, sempre lui e sempre a “Controvento”, abbia dichiarato di avere il sostegno dell’assessore regionale Loredana Capone.
Rino Giuri, Coordinatore PD Nardò
















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