NARDO' - "A quanto è dato di leggere sui media e più spesso sui social network, i fiancheggiatori e i collaboratori del sindaco Mellone hanno superato la fase delle profonde analisi del “vi uschia” e delle “pomate”, per approdare alle accuse gratuite nei confronti di tutti coloro che non si acconciano ai loro genuflessi panegirici del nulla assoluto, nel quale stanno annegando ogni giorno i proclami e le promesse di cambiamento del rivoluzionario parolaio". E vai col liscio!
Coloro che evidenziano e stigmatizzano la lunga sequela di atti e comportamenti illegittimi, o inopportuni, incoerenti, dissipatori, adottati da Mellone e dai suoi, vengono additati come quelli che odiano Nardò dai solerti costruttori della comunicazione melloniana. Non crediamo di essere prevenuti, perciò proviamo a esaminare brevemente i molti tradimenti che questo spericolato gruppo di potere sta perpetrando o tentando di consumare contro Nardò, contro i neritini e forse contro la stessa legalità. E meno male che sono trascorsi soltanto sessanta giorni dall’insediamento del sindaco!
Cominciamo ricordando l’assunzione di un ex funzionario pubblico di Galatina, implicato in una vicenda in cui sono state “aggiustate” le gare in favore di organizzazioni criminali di stampo mafioso. Assunzione andata a monte per l’intervento tempestivo e provvidenziale dei neritini liberi e della minoranza consiliare.
E continuiamo con l’assunzione di tre collaboratori nello staff del sindaco (ben 200.000 euro in cinque anni); in passato lo stesso Mellone aveva usato parole di fuoco contro lo staff di Risi che, a suo dire, rappresentava uno scandaloso spreco di risorse pagato con i soldi dei cittadini. Ora invece i suoi amici li paga di tasca sua? E l’annuncio della vendita dei veicoli comunali? Dopo due mesi sono ancora affissi i manifesti con i quali il Mellone si autoincensa per il tentativo di vendere una vecchia AUDI. Manifesti di propaganda, perché niente è stato venduto. E dei cellulari ritirati ai dipendenti, quanti sono stati restituiti per obiettive ragioni di servizio? Si è vantato e “profumato” di una presunta riduzione della spesa, che invece aumenterà con il ritorno a mezzo servizio (con una delibera di giunta illegittima), in condominio con un altro comune salentino, del dr. Falco nell’area economico finanziaria, patrimonio e risorse umane, nella quale si ricostituirà – a rinverdire i tempi di Vaglio e dei debiti fuori bilancio – il tandem con il dr. Lupo, attuale assessore al Bilancio.
Pazzesco appare poi l’accorpamento, a questa stessa area, del settore Servizi Sociali che, con il Piano Sociale di Zona, richiede un impegno totalizzante già per un dirigente che svolga le sue funzioni a tempo pieno e non part time. E ancora, la violazione della legge sulla parità di genere nella composizione del Nucleo di Valutazione dei dirigenti comunali. E come se non bastasse, la disponibilità (anch’essa illegittima), fornita da Mellone in forma scritta, a mobilitare personale di una graduatoria a tempo determinato in favore del Comune di Gallipoli. Incomprensibile e sconsiderato poi l’accorpamento in un’unica macro area tecnica dei due Settori: Lavori Pubblici e Urbanistica – Ambiente, affidata a un unico dirigente. Non meravigliamoci poi se, dopo aver buggerato uno dei due dirigenti, fra qualche tempo vedremo oltremodo sovraccaricata e stressata l’azione di impulso e di progettazione dell’altro pur bravo dirigente, che dovrà combattere su un fronte in pratica senza confini.
E che cosa dire della situazione dei lavoratori stagionali che puntualmente ogni anno pullulano nella zona di Arene – Serrazze? A parte i selfie, i manifesti di propaganda, le sviolinate dei suoi sostenitori e l’auto promozione organizzata (in molti casi corriva), cosa c’è di nuovo? La fornitura dell’acqua, l’assistenza sanitaria, le tende e quanto altro c’erano gli anni scorsi e ci sono anche in questa stagione. L’ordinanza per la sospensione del lavoro nei campi nelle ore più torride, senza dubbio cosa apprezzabile nelle intenzioni, rischia di essere sterile per la limitatezza delle aree interessate (gli stagionali lavorano in tutti i comuni del circondario, non solo in agro di Nardò) e per l’estrema difficoltà nell’effettuazione dei controlli.
Quindi, al netto della propaganda e delle dichiarazioni prive di concreto fondamento che non possono essere spacciate impunemente per anni, cosa resta? Sfruttamento ignobile era e tale è rimasto – e su questo problema tutte le istituzioni, i sindacati, la politica dovrebbero concentrare la loro azione, anziché praticare lo scaricabarile – e se schiavismo c’era, tale comunque è rimasto, se vogliamo dar credito alle dichiarazioni dei lavoratori migranti e non all’auto promozione del sindaco della rivoluzione tradita.
E per finire, la vicenda dell’elezione dei componenti la Presidenza del Consiglio Comunale, che ha visto la maggioranza eleggersi tutti e tre i membri, compreso quello di fatto sottratto alla autonoma scelta della minoranza, con una votazione scandalosa che ha preso a calci la democrazia.
Ma d’altronde da questi cosa ti puoi aspettare? E non è ancora tutto.
Rino Giuri, Coordinatore PD Nardò
















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