NARDO' - "Le ultime modifiche apportate dal sindaco Mellone alla composizione della Giunta comunale sono la riprova evidente degli approdi di un percorso di ricompattamento del centrodestra neritino, indirizzato dagli ambienti regionali di Fitto e di Forza Italia già fin dalla composizione delle coalizioni di quelle aree, ben prima del voto del 5 giugno".
Gli spostamenti in favore di Mellone di ben due liste (Libra e Forza Italia), che in un primo momento avevano affiancato altri candidati sindaci di centrodestra (Antonio Vaglio e Flavio Maglio), davano già l’idea di una scelta che, considerato il ridotto appeal di quei candidati sindaci fra i cittadini di Nardò, individuavano in Pippi Mellone l’opportunità più concreta di vittoria elettorale.
Non si trattava di una partita limitata geograficamente e politicamente al Comune di Nardò, ma di una possibile affermazione elettorale di rilevanza regionale e quindi nazionale di Fitto e Vitali, da consolidare ulteriormente con la probabile successiva vittoria alle comunali di Lecce. L’intervento massiccio e generalizzato sui grandi elettori delle liste di Vaglio (lui stesso e quasi la generalità dei suoi candidati) rappresentò palesemente gran parte del valore aggiunto in termini di voti che portò alla vittoria Pippi Mellone. Il vero inqualificabile inciucio fu quello.
E fu così che il nuovo sindaco, gettando alle ortiche tutti i proclami “rivoluzionari” propagandati in campagna elettorale e rimangiandosi le critiche maligne rivolte per molti anni all’ex sindaco Antonio Vaglio, si abbracciò stretto quest’ultimo e se lo portò in maggioranza. La finta minoranza degli amici di Vaglio riscosse subito consistenti risultati: un assessorato pesante a Lupo e una vice presidenza del Consiglio Comunale furbescamente consegnata a Marinaci. Nel frattempo, a svelamento degli intrighi pre ballottaggio, i consiglieri comunali eletti nelle liste di Vaglio aderirono al gruppo consiliare dei CoR (Fitto). A seguire, anche lo stesso dott. Vaglio ottenne un rispettabile riconoscimento in termini di deleghe dal sindaco Mellone.
E da tutto ciò scaturì anche un corollario logistico: i consiglieri di Vaglio andarono a sedersi fra i banchi della maggioranza melloniana. Ora il quadro dell’alleanza dell’attuale sindaco si chiarisce ulteriormente e si consolida, dapprima con l’elezione di Paola Mita nel Consiglio Provinciale e da ultimo con l’attribuzione di un assessorato molto importante alla dott. Stefania Albano, altra candidata delle liste di Vaglio, che ha soffiato la poltrona alla dott. Daniela Dell’Anna, opportunamente giubilata e messa a riposo da Mellone dopo neanche sei mesi dalla nomina.
Tutti questi balletti, mentre crescono e appaiono non più facilmente contenibili i risentimenti fra i sostenitori della prima ora di Mellone. Si inquadrano in questa cornice infatti e nel tentativo di ammorbidire i malumori, le deleghe contentino conferite qualche giorno fa dal sindaco a due consiglieri eletti nelle sue liste: Andrea Giuranna ed Eleonora Colazzo. Chi aveva scelto di sostenere Pippi Mellone nelle elezioni di giugno è servito!
“Non voglio partiti nelle mie liste” egli aveva tuonato e mentre ancora riecheggiava il rombo di quei tuoni, si era affrettato a includersi Forza Italia (maldestramente camuffata), provvedendo poco tempo dopo a dare corpo e sostanza all’inciucio flagrante con quelli che sarebbero diventati i neo fittiani. No agli affidamenti in proroga di servizi comunali, no al collettamento dei reflui fognari di Porto Cesareo, no agli scempi ambientali: erano questi alcuni dei ritornelli tormentoni della ossessiva propaganda melloniana.
Se i cittadini che lo hanno votato decidessero di andare a “vedere” le carte del gioco di questo sindaco, si troverebbero probabilmente di fronte a un bluff colossale: la rivoluzione fallita di Pippi Mellone, divenuta un informe guazzabuglio di voltafaccia, di pressappochismo e di comportamenti amministrativi quanto meno discutibili.
Rino Giuri
Coordinatore P.D. Nardò
















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