PROVINCIA DI LECCE - "E, adesso, la prima mossa di un politica nuova".
Alla politica manca qualcosa, qualcosa che dobbiamo trovare o per meglio dire ritrovare. Alla politica , nazionale e locale, manca la lungimiranza, la capacità di veduta lunga, l’ambizione di far alzare le braccia al cielo.
Sembrano passati secoli dalle adunate oceaniche per i comizi di piazza, dalla riunione affollate nelle sedi di partito dei paesi, dalle campagne elettorali fatte di valori. La condanna unanime della gente, impietosa e neutrale, travolge tutto quello che resta oggi, giudica e scredita una politica sorda e cieca, una politica incancrenita.
Pesano sulle nostre coscienze i gravi errori di tanti di noi che abbiamo inseguito l’ordinaria amministrazione e che hanno perso di vista i sogni e le aspirazioni della democrazia, una democrazia matura, forse addirittura vecchia, che perde l’entusiasmo e la freschezza della gioventù in un tempo di crisi che assomiglia piuttosto alla fine di un’epoca.
Il declino dell’economia coincide con il declino della politica e allora dobbiamo tornare indietro molto indietro, tornare alle visioni progettuali, ai programmi di cooperazione, alle aggregazioni ideali, ancora prima di quelle sociali, dobbiamo ripensare una visione e non una gestione. E’ un dovere generale, ma particolare per il Pd che vive una stagione controversa e che non deve accontentarsi del non aver perso, ma deve credere nella vittoria. La complice e determinante disfatta in termini di credibilità e autorevolezza di Pdl e Lega hanno attenuato e contenuto i tormenti di un’analisi del voto che ci vede talvolta oltremodo penalizzati.
Il caso Lecce è duro da digerire e non si comprende né si supera con la ricerca dei colpevoli. Se si vuole ritrovare il qualcosa che manca, non si deve cercare il capro espiatorio, né sacrificare l’innocente sull’altare della nostra sete di vendetta o di rivalsa, si deve fare tutt’altro. Si deve riprogettare una storia e una squadra, si deve riorganizzare una classe dirigente, puntando sugli esempi migliori di buon governo e sulle professionalità eccellenti presenti nell’ambito del Centrosinistra, facendo quello che i nostri avversari non fanno, facendo politica e non esercitando il potere che impila i voti uno sull’altro. Voti che una volta impilati vanno mantenuti sempre con maggiore potere per evitare di cadere rovinosamente come una torre malferma. Esercizi che vanno a ingrossare le file di quel malaffare che ha inquinato molte sedi di partito e molte dirigenze politiche, pur nate sotto i migliori auspici.
Ripartire con la politica significa ripartire dai comuni, dai paesi, dai piccoli centri, dai rioni, dalle case, dove facevamo quello che ci ha portati in più di qualche stagione a dare sviluppo e crescita al nostro territorio.
Le campagne elettorali non sono roba da candidati. Io, Rotundo o la Capone a Lecce non avremmo cambiato di molto la stanghetta dei numeri. E’ questione di spirito nuovo, che ci siamo lasciati dietro nel tentativo di inseguire i nostri avversari, anziché precederli e fare la prima mossa.
Si riparte da qui. Dalla prima mossa.
Cosimo Durante
Presidente assemblea prov.le PD
















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