NARDO' - "Abbiamo appreso in questi ultimi giorni con rammarico la notizia della chiusura dell’Ospedale di Nardò. Della chiusura si sapeva già da tempo, ma l’ufficialità della stessa ha lasciato l’amaro in bocca a tutti noi. La prima domanda che i cittadini si sono posti è stata la seguente: com’è possibile che la città più popolosa dopo Lecce e fra le più estese come territorio d’Italia, abbia potuto perdere il proprio PRESIDIO OSPEDALIERO?" L'intervento di Emiliano Fontana, Segretario Territoriale di Azione e Rinnovamento.
Sul punto, molti sono stati i pareri e molte le giustificazioni (gli italiani sono maestri nel giustificare tutto e tutti) ma alla fine quello che rimane è solo la dura e misera realtà dei fatti, che nessuna motivazione e/o argomentazione sia essa di natura politica che tecnica riesce a giustificare.
In particolare, ho letto con grande sorpresa la disinvolta giustificazione data alla chiusura del nostro Ospedale dalle segreterie provinciali e regionali del Sel.
Ora, lungi dal voler fare polemica politica o partitica mi chiedo come può accettarsi una siffatta giustificazione da parte dei cittadini di Nardò e, soprattutto, da parte della segreteria del Sel di Nardò e dei suoi rappresentanti in seno all’Amministrazione Comunale.
Considerato che questi ultimi, mi dispiace dirlo, di fatto non sono stati ascoltati dai loro maggiorenti, nè sono riusciti – ed è agli occhi di tutti – a tutelare gli interessi della nostra Città, dignità vuole che il consigliere Maria Antonietta Coppola e l’Assessore Vincenzo Renna si dimettano dalle loro cariche.
E se questo gli egregi rappresentanti del Sel di Nardò non intendono fare è opportuno che il sindaco Marcello Risi (il quale pure non è del tutto esente da colpe) inviti gli stessi a dimettersi per il rispetto che è dovuto ai Cittadini ed alla Città di Nardò, per una ferita che non si rimarginerà.
Sono convinto che queste mie riflessioni saranno motivo di forte polemica; che gli amministratori e le parti politiche da me chiamate in causa cercheranno di dare una giustificazione più o meno credibile, ma nessuna giustificazione o spiegazione potrà far riaprire il nostro Ospedale.
Credo, che allo stato delle cose (per altro è recente la notizia che anche la sezione distaccata del Tribunale di Nardò rischia la chiusura), non si può più tergiversare ne avere atteggiamenti di accomodamento ne, ancor più, istituire commissioni di studio più o meno competenti od organizzare poco credibili convegni di discussione che a nulla oramai portano e vengono, per altro, sistematicamente disertati.
Occorre un’azione energica ma soprattutto fattiva, un segnale!
E allora, io credo, che il primo di questi segnali è che i rappresentanti del Sel, se veramente hanno a cuore come sostengono le sorti della nostra Città, diano dimostrazione di coraggio trasmettendo un forte segnale alle loro segreterie provinciali e regionali, e si dimettano!
Saranno mai ascoltate queste mie parole?
Io credo di no e malgrado tanto come Segretario cittadino di “Azione e Rinnovamento” ho sentito il dovere di comunicare questi miei pensieri a tutti i nostri concittadini oramai stanchi di essere vessati da una politica inconcludente ed asfittica.
E per ripetere, con un filo di speranza, le ottimistiche parole del Presidente del centro studi “Don Milani” di Nardò: “ ad maiora ”!
Il Segretario Territoriale di Azione e Rinnovamento
Avv. Emiliano Fontana
















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