Dopo poco più di un anno dalle ultime elezioni amministrative (se classificate in termini qualitativi occuperebbero l’ultimo posto) che hanno drammaticamente messo a nudo tutti i limiti (soprattutto qualitativi) degli apparati dei partiti tradizionali presenti sul nostro territorio, non si è registrata, ad oggi, una sola opportunità di dibattito politico degno di essere chiamato tale: e questo un po’ mi manca.
Beghe personali, conti in sospeso, antipolitica, veti incrociati, bersagli da fuoco “amico” ed epurazioni hanno, in poco tempo distrutto ciò che era stato faticosamente costruito in tanti anni di duro lavoro. Solo qualche estemporanea “uscita” autocelebrativa o sfibranti quanto inutili tentativi di impartire lezioni da piedistalli logori e traballanti; niente di veramente costruttivo.
E per risvegliare qualche illustre mente, sopita da lungo letargo, c’è voluta la notizia della chiusura dell’ospedale. E giù accuse verso il Sindaco Risi reo di aver promesso ciò che mai avrebbe potuto mantenere e richieste di dimissioni di assessori. Tutti contro il centrosinistra imparentato con Vendola che (lui si) ha tradito le promesse fatte in piazza Salandra. Ma, di grazia, quando mai la politica è vissuta senza vacue promesse? E cosa sarebbe (la politica) senza la demagogia puntualmente utilizzata come nel caso in questione? Forse sarebbe una cosa seria! C’è chi osa pensare che, se a governare fossero stati altri, l’Ospedale avrebbe continuato a funzionare? Pura fantasia. Appunto, demagogia.
Qualcuno ha parlato di “poteri forti” che hanno determinato la chiusura del nosocomio. Non so se questo è vero ma se così fosse sarebbe una ulteriore aggravante, che si aggiunge alle altre, considerato che da tantissimi anni, purtroppo, non si registrava un livello qualitativo così basso della politica nostrana; esaltarsi solo per aver contribuito a far tappare due buche sull’asfalto, quando c’è una città in gravissima difficoltà, risulta davvero decadente. E la riprova è data anche da ciò che succede altrove: le città interessate dal riordino ospedaliero, esprimono forte mobilitazione e dissenso che va al di la del colore politico.
E’ stata, in pratica, gettata alle ortiche un’intera stagione che lasciava presagire e sperare in una rinascita della nostra città dopo la “rivoluzione gentile” da molti dimenticata. Ma Nardò e così, prendere o lasciare: tutto ciò che si presenta come nuovo viene considerato pericoloso specie se intacca equilibri consolidati e lubrificati da tempo. E allora cosa fare: restare nella mischia e avere sempre in tasca un tubetto di “Fegatol plus”o sedersi sulla riva e attendere che passi il cadavere. Personalmente non amo assumere medicinali se non sono indispensabili.
L’Ospedale non è un problema che Risi può risolvere malgrado la sbandierata amicizia con Vendola. Sono altre le promesse che ha l’obbligo e la responsabilità di mantenere perché attengono alle sue prerogative e per le quali è stato eletto: la riduzione della TIA, i posti di lavoro, la rinascita del centro storico, la politica per il turismo, la viabilità, la sicurezza del territorio, le politiche sociali ecc.. Questi, ed altri, sono gli appuntamenti ai quali il Sindaco non si è ancora presentato. E questo è molto grave.
Felice e serena estate a tutti.
Cosimo D. Colomba
















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