NARDO' - Le parole pronunciate ieri, 5 marzo 2026, nel chiostro dei Carmelitani.
Intervento di Marcello Risi
Care amiche, cari amici,
è il momento giusto per mettere in moto la macchina che fra un anno darà alla nostra Città una nuova amministrazione.
I cittadini chiedono un cambiamento vero, autentico.
Pretendono un governo cittadino che sappia dialogare e con il quale potersi confrontare.
Desiderano essere amministrati da donne e uomini competenti, che abbiano a cuore il futuro della Città e la sua crescita.
Il lavoro è già cominciato. Incontri come quello di questa sera servono per scambiarsi idee, trasmettersi entusiasmo, avvertire la bellezza di stare insieme senza primogeniture e senza pregiudizi.
Siamo consapevoli che daremo vita ad una grande vincente coalizione.
Non scendiamo in campo per arrivare secondi.
Perché sappiamo che solo la vittoria della nostra coalizione potrà consentire alla Città la tanto attesa svolta sull’offerta sanitaria, sull’ambiente, sullo sviluppo economico, sulla qualità degli edifici scolastici, sul nuovo piano urbanistico, sugli impianti sportivi, sul centro storico, sulle periferie, sulle frazioni, sui servizi ai cittadini.
Dieci anni di potere tutto concentrato sull’autoconservazione e su pratiche di gretto clientelismo hanno prodotto una scia interminabile di disastri.
Sull’ex ospedale Sambiasi il comitato guidato dal dottor Gerardo Vallone si è di fatto sostituito ad amministratori mai pervenuti.
Da Castellino alla qualità dell’aria, l’ambiente è sparito dall’agenda del comune.
Centinaia di studenti frequentano scuole senza palestra.
Sono vent’anni che non si costruisce una nuova struttura sportiva pubblica. La nostra squadra di basket è costretta a giocare le partite interne in altri comuni.
La nostra squadra di calcio che nel 2023 si guadagnò a suon di vittorie la possibilità del ripescaggio in serie C, fu costretta a rinunciarvi per la mancanza di uno stadio idoneo.
E’ una vergogna che gli sportivi non dimenticheranno.
La piscina realizzata in Via Carlo Alberto Dalla Chiesa è un’opera privata, frutto di un procedimento messo a punto dall’amministrazione da me guidata.
Il tanto sbandierato nuovo palazzetto dello sport si è rivelato soltanto uno squallido pretesto per gettare al vento milioni di euro in progettazioni inutili.
Perché gli attuali amministratori come sperperatori di denaro pubblico sono imbattibili. Si accaniscono sulle casse comunali con ferocia. Le spolpano come se fosse la priorità della loro esistenza.
L’amministrazione uscente ha trovato quartieri con scuole e palestre. Ha mandato le ruspe. Nel quartiere di Via XX Settembre è rimasta la statua del toro a fare la guardia. Alle macerie.
Ma a cosa serve la statua del toro se poi la squadra di calcio deve rinunciare alla serie C perché lo stadio non è regolamentare.
Con gli altri sindaci quando il Nardò vinceva il campionato approdava in serie C festeggiando (è accaduto nel 1965 e nel 1998): si giocava a Nardò, nel nostro stadio, con il nostro pubblico, con le nostre bandiere.
Se non sanno come si fa, si mettano a studiare quello che hanno fatto i sindaci che li hanno preceduti.
La nostra sarà una coalizione larga. Vi faranno parte le sensibilità progressiste e ci saranno i tanti moderati che non si riconoscono in chi ha così male amministrato in questi nove anni.
I tanti moderati che non accettano di abbandonare la città nelle mani della delfina di questo improbabile Ayatollah in salsa leghista, che va in giro con la maglietta della Sampdoria. Che da quando la ha indossata, la Sampdoria non vince più due partite di fila.
E poi Nardò non può permettersi ancora un sindaco che non abbia fatto prima alcun lavoro in vita sua. Amministrare una grande Città è un’incombenza molto seria. Altra cosa è spalmarsi in continuazione di “selfie”.
La Città deve girare pagina. Dobbiamo chiamare all’impegno i tanti giovani che lavorano, che studiano e che si danno da fare in questa città. Basta con i politicanti di mestiere.
Chiamiamo all’impegno i giovani più entusiasti e più capaci. Nardò non può permettersi il lusso di tenerli ai margini della vita amministrativa. Sono una ricchezza che va messa subito in campo.
Tanti giovani che studiano nelle università del nostro paese coltivano il sogno di lavorare e vivere nella loro Città. La politica non si volti dall’altra parte. Li cerchi e li ascolti. Sui sogni dei giovani dobbiamo scrivere l’agenda delle cose da fare.
Questa sera ci confrontiamo su questo, sul cammino da qui alla primavera del 2027, sul lavoro che dovranno svolgere i nuovi amministratori.
I quali devono sapere di poter contare sul contributo di tutti noi.
E’ molto bello vedere in sala sindaci che hanno meritatamente ricoperto la carica di primo cittadino nella nostra Nardò.
La loro presenza non è solo segnale di sincera vicinanza. E’ autorevole stimolo e incoraggiamento perché ciascuno faccia la sua parte al servizio della Città. Con passione e con amore. Per questo siamo qui.
















NARDO' - Nella “Giornata della Memoria“ del 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, è importante ricordare oltre la Shoah, tanti cittadini Internati...
NARDO' - La maestra della scuola elementare non si dimentica mai.
Ebenezer Melooge era un vecchio solo. Lo era stato per quasi tutta la vita. Era riuscito ad esserlo anche quando folle plaudenti lo circondavano e lo blandivano e lui, nel suo piccolo, si sentiva un re,...
La Rental & Versatility Dream Volley Nardò torna a vincere davvero, una di quelle vittorie che valgono tre punti, fatte di sudore, determinazione e “cazzimma”. Usammo questo termine colorito qualche...
NARDO' - E poi risultati e classifica.
NARDO' - Medaglia di bronzo per gli spadisti Arturo e Pietro Rapanà.
NARDO' - Il guidatore, 84 anni, trasportato in codice rosso al "Vito Fazzi" di Lecce. I tre giovani alla guida della vettura da 60mila euro fuggiti a piedi, due dietro il supermercato, l'altro verso viale...
NARDO' - Nardò ha celebrato la Giornata Internazionale della Donna con una serata di grande partecipazione e intensa emozione. Sabato 8 marzo 2026 il Teatro Comunale di Nardò, in Corso Vittorio...
L’Elogio dell’Impeccabile Disordine: quando il “Sì” sposa il Caos autentico.
C’è stato un tempo, chiamiamolo l’era del "bon ton a tutti i costi", in cui il matrimonio salentino sembrava un servizio...