NARDO' - Nel libro “La Fantasia e la concretezza” il Prof. Domenico De Masi descrive la razionalità come una retta ed il pressappoco come una curva e aggiunge: “il mondo del pressappoco deve essere vista come la metafora dell’umanesimo, dell’arte, della poesia, dell’emotività e dell’estetica”, ed ancora “la storia del mondo altro non è che lo scontro continuo di un linea retta con una liea curva, la prima in quanto immagine dell’assoluto e la seconda in quanto simbolo della flessibilità”.
E’ possibile dedurre che la curva proprio per la sua disponibilità a cambiare direzione è la più adatta a venire incontro alle difficoltà esterne. Le considerazioni appena citate mi consentono di palesare ai lettori, che ne avranno voglia il fine di questa breve nota, che voglio rassicurare il Consigliere Provinciale non rappresenta una reazione piccata ai suoi eleganti apprezzamenti, ma proprio l’esatto contrario la manifestazione di gratitudine per evidenziare quel carattere di illogicità, irragionevolezza, fantasia sterile, arretratezza e volgarità qualunquistica delle sue affermazioni.
Stia tranquillo Consigliere Siciliano, mi guardo bene dal contestare o confutare il diritto suo come di chiunque altro ad esprimere la propria personale opinione, sono un amante della carta costituzionale e di quell’articolo 3, che costituisce per me un principio e caposaldo irrinunciabile per la società in cui viviamo l’uguaglianza.
Così come la tranquillizzo, subito, nel confermarle la mia ignoranza circa le sue gesta eroiche nel recente passato, nell’esercizio della critica forte ai governi che come Ella stessa ci fa sapere ha, di voltà in volta almeno da dieci anni a questa parte, contribuito a costituire, inclusa la presente esperienza amministrativa, che mi vede nonostante i suoi dubbi, almeno per il momento, tra gli amministratori.
Mi scusi l’ignoranza consigliere, ma non per antipatia nei suoi confronti, ma da persona libera quale sono, ho scelto di leggere altro e di seguire altro tipo di leaders politici, che, certamente, e per fortuna non incontrano le sue simpatie.
Così come la tranquillizzo che qualora avessi avuto il tempo di leggere le sue, certamente, attente critiche alle varie amministrazioni sin qui succedutesi, giammai, avrei accettato di svolgere il ruolo politico di amministratore nel senso di vendicare i presunti “misfatti”, le inefficienze se non addirittura secondo una esegesi estrema, dei suoi nobili scritti, “i crimini” consumati e consumandi dal settore lavori pubblici.
L’amministratore come Ella ha ben scritto svolge attività di indirizzo e controllo nell’interesse generale e per finalità pubbliche e, pertanto, non insegue disegni persecutori finalizzati a vendicare o superare faide di natura personale in omaggio al potente o presunto tale di turno.
Ebbene in quest’anno si è intervenuti con risorse più che dimidiate ad affrontare l’emergenza buche, l’emergenza manutenzione degli immobili a progettare le politiche energetiche della città, verso un uso più economico delle risorse ed una possibilità migliore di controllo da parte dei cittadini, si è partecipato con successo a gare per il finanziamento comunitario e non di opere pubbliche per il recupero di scuole, strade rurali ed acquedotti rurali.
Parlare genericamente di ribassi di gara, senza alcun criterio, come si usa fare nei Bar quando si parla di sport o di gossip, alludere alla ripetitività di nomi di professionisti come aggiudicatari di gare per il comune di Nardò senza avere il coraggio della declinazione dei nomi stessi, esplicita, solo, il puerile e diabolico gioco, da lei finemente praticato, del lancio del sasso con contestuale celamento dell’arto all’uopo impiegato. Non crede che, anche per un fatto di coerenza, ancorchè anagrafico ,non sia conveniente passare da banali allusioni da bar dello sport a coraggiose denunce, lei che astrattamente fa riferimento al principio di responsabilità.
Come le ho accennato anche in precedenti note, non è tollerabile specie per chi ricopre cariche politiche l’esercizio superficiale del diritto di critica, espressioni qualunquistiche ed ingenerose posso accettarle, verso la mia persona, in quanto avversario politico, ma assumono il carattere persecutorio della cattiveria gratuita quando si rivolgono verso persone, uomini e donne, peraltro, suoi colleghi, che tra mille difficoltà cercano di svolgere il proprio dovere onestamente caro Consigliere Siciliano, pur rischiando di commettere errori o commettendoli.
Ma ancora più specioso è il tentare di insinuare il dubbio circa un esercizio superficiale quando non interessato della discrezionalità amministrativa, dubbio sempre legittimo e che incombe assisuamente sul mio agire amministrativo, rivolgendolo non già verso il palazzo, ma tra i nostri cittadini di diverse contrade, con il rischio di creare conflitti interni e non di risolvere problemi.
Come ho fatto sapere direttamente ai cittadini di contrada Conga andandoli ad incontrare, come è noto sabato scorso, unitamente ad altri esponenti politici di maggioranza e di minoranza, nelle democrazie vere non esiste il concetto della irreversibilità delle decisioni, ho manifestato , trasparentemente, l’iter logico seguito dall’amministrazione nel tavolo di discussione acceso con Ferrovie Sud Est e Consorzio di Bonifica di Arneo, ossia, le società coinvolte nella realizzazione delle nuove infrastrutture nella zona Conga – Farina.
Ho evidenziato come la decisione assunta, fortemente criticata dai cittadini incontrati sabato mattina scaturisce proprio dal rispetto al principio di trasparenza e partecipazione con le istanze dei cittadini, quindi, dall’assoluta considerazione attribuita ad un ricorso amministrativo presentato, tra gli altri, anche da alcuni dei manifestanti di sabato. Ho preso l’impegno che manterrò di riconvocare il tavolo di trattativa invitando questa volta anche l’ufficio tecnico della provincia per le dinamiche di competenza della stessa in ordine al mutamento strategico della mobilità di questa importante area periferica della città.
Ho cercato di spiegare con il dialogo senza incentivare tesi contrapposte dei nostri cittadini che amministrare comporta l’assumere delle decisioni, che la realizzazione delle opere pubbliche comporta per la parte di territorio, di volta in volta, interessato e per i cittadini che lo abitano fisiologici disagi, ma che le opere di realizzazione del nuovo canale di deflusso delle acque dell’Asso, per mitigare il rischio idrogeologico costituiscono per la nostra città una risposta imprescindibile ad un problema serio.
Ho tentato di spiegare ai cittadini di contrada Conga e a tutti i cittadini che ogni giorno incontro, che l’esercizio del diritto di partecipazione è il momento topico di una democrazia matura e che i consiglieri comunali e le forze politiche hanno la facoltà ed il dovere di modificare le pianificazioni progettuali con la partecipazione dei cittadini prima che le stesse completino l’iter procedurale di approvazione, cosa che evidentemente non è avvenuta negli anni passati, sia con riferimento ai lavori del canale Asso, che in merito alla condotta sottomarina, per cui io stesso mi domando dove fosse e cosa espresse a tal proposito il Consigliere Siciliano o i suoi rappresentanti nell’assise comunale riguardo al progetto del Consorzio di Bonifica di Arneo oggetto di contestazioni.
Ho avuto, per ragioni di diletto e di lavoro la fortuna, peraltro non interrotta, di leggere i grandi della scienza del diritto amministrativo, facendomi da questi piacevolmente influenzare nell’adozione delle scelte. In particolare, ho appreso da loro che, l’agire amministrativo ha come obiettivo, come scopo, come centro unitario cui riferirsi: la persona umana con i suoi diritti, doveri, bisogni, facoltà, aspettative e sacrifici, per antonomasia la persona umana non è una linea dritta ma una curva, flessibile e quindi pressappochista come me.
Concludo confermando la mia opinione circa la necessità oggettiva di superare il modo di fare politica che tanti personaggi come il Consigliere Siciliano, sinora, ahi noi, i più della politica, hanno portato un arretramento sostanziale sia della nostra città che dell’Italia.
Senza parlare di rottamazione per non scimmiottare il giovane Renzi, ultima sua fiamma, sarebbe opportuno che, molti politici della vecchia guardia come il Consigliere Giovanni Siciliano, pensassero per il bene di tutti ad una nobile uscita di scena, sarebbe questa una scelta cui plaudirei assolutamente senza pressappochismo.
Con rinnovata cordialità.
















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