NARDO' - Vi ricordate di Rossano Paladino, il barista "anti gay"? E chi si ricorda di questo memorabile scontro con Marcello Risi, un po' più capellone e e con gli occhiali ma sempre molto determinato? Semplicemente spettacolo allo stato puro, mandato in onda ieri sera da Rai Tre durante la trasmissione "Percorsi" nella quale emerge una Nardò "costruita" dalla tivù ma poi, alla fin fine, abbastanza realistica: cioè bigotta e retrogada. Da mandare negli annali la signora anziana che "ricorda" benissimo il re e il duce quando sono venuti a Santa Caterina (sic) o il giovane che immagina il matrimonio tra omosessuali con uno dei due uomini vestito da sposa... Ma è inutile parlare di passato perché, per molti aspetti, ci pare che le cose, oggi, siano anche peggiori.
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DALLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DELL'INVERNO 2006...
Capita purtroppo di frequente di accogliere il dolore del parente di un ammalato grave che alla domanda “com’è andato l’intervento”? risponde: “l’hanno aperto e l’hanno chiuso perché non c’era più niente da fare”. Mi veniva in mente la stessa espressione quando ho letto con disgusto la notizia che mi si chiede di commentare. Probabilmente con lo stesso spirito qualcuno ha chiesto di stendere sulla vicenda il classico “velo pietoso”.
Ci siamo, allora? E’ davvero giunto il momento in cui la coscienza inizia a chiedere conto e a battere cassa alla nostra superficialità? Pensavamo davvero che non avremmo pagato le conseguenze di uno stile di vita frutto di una quasi totale mancanza di educazione a valori universali quali il rispetto assoluto dell’altro? Non accetto il termine “tolleranza“ perchè pone sempre in una posizione di superiorità chi tollera rispetto a chi è tollerato. Chi è, infatti che decide cosa o chi tollerare?
Chi è così arrogante da stilare le condizioni per essere promossi “normali”, “regolari” o, al contrario “diversi” o “di un'altra razza”? La nostra città, dunque, comincia dolorosamente a raccogliere ciò che ha seminato. Vogliamo vederla bene questa malattia mortale, prima di dichiararne l’inesorabile imminente fine? Guardiamoci intorno, allora. Dove credete avrebbe portato la mancanza di stimoli culturali e di confronti leali e reali con quell’Europa di cui l’unico a vantarsi di farne parte è una triste segnaletica posta all’ingresso della città? Ma quale Europa c’è a Nardò?
Quale mentalità aperta e multirazziale testimonia la nostra scarsa apertura verso ogni forma di civiltà che consideriamo al più una minaccia al nostro quieto vivere? Chi pagherà le conseguenze di non avere saputo o voluto educare i nostri giovani alla virtù della coerenza? Si sono accorti, i nostri ragazzi, che hanno manifestato contro la negazione dei diritti umani in Cina e la sera stessa hanno elogiato chi ha compiuto atti di vandalismo contro i commercianti cinesi che hanno aperto i loro esercizi commerciali a Nardò con regolare licenza mentre i mille venditori ambulanti abusivi sparsi in ogni angolo della città godono di una scandalosa impunità?
Dove credete avrebbe portato la ormai ontologica convinzione che l’apparire è assai più importante dell’essere al punto che se una ragazza va con tutti è emancipata, ma se rimane incinta è una prostituta che ha voluto incastrare il pollo di turno? Se questi sono i semi, il raccolto non può che essere quello di cui adesso si parla. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. A partire da me prete che devo riflettere l’immagine di Gesù che condannava il peccato, mai il peccatore per passare a chi ha ricevuto il compito di guarire e non di far finta di indignarsi, di governare e non di proclamare, di crescere e non solo di generare e partorire. L’altro merita rispetto per il solo fatto che esiste. E basta.
Il titolare del bar della zona 167, Rossano Paladino, continua ad incarnare le vesti del vero e proprio personaggio. Assediato da giornali e tivù dopo l’esposizione del cartello con il quale ha vietato, per circa venti giorni, l’accesso ai gay nel suo bar, ora ribatte colpo su colpo a Rifondazione Comunista. Ieri, intanto, ha ricevuto la visita degli agenti di Polizia municipale che hanno verificato la regolarità delle autorizzazioni e licenze amministrative: il suo bar è “in ordine” da questo punto di vista e continuerà ad essere frequentato dai suoi clienti abituali più qualche curioso che è andato a complimentarsi o a criticare la sua sortita pubblica. I vigili, però, lo hanno anche diffidato dal pendere altre iniziative come quella clamorosa che lo ha portato alla ribalta delle cronache.
Il sindaco Antonio Vaglio quasi non commenta l’accaduto: “Si tratta di un episodio isolato – dice - che, però, provoca la mia più totale indignazione. Preferirei stendere un velo pietoso sulla vicenda e non riesco a trovare le parole per commentarlo. Comunque, quello che è accaduto non rispecchia la natura della città che, invece è tollerante, aperta al dialogo, al confronto e all’accoglienza”.
Paladino, intanto, non demorde e tiene la scena da uomo di spettacolo: non per caso è autore di cd e canzoni. Ma ribadisce di non cercare alcuna pubblicità e spiega che la sua è una difesa a spada tratta dei valori della famiglia.
“Ringrazio la signora Colopi, segretaria di Rifondazione, di avermi dato dell’ignorante – dice – io sono un ex emigrante con trenta anni di Svizzera e Belgio alle spalle e ho avuto modo di vivere con persone di ogni sesso e colore. Ho sempre svolto l’attività di ristoratore – continua - e tutti mi hanno rispettato per l’accoglienza ricevuta. Se qualcuno pensa che io voglia farmi pubblicità – prosegue – io rispondo che avrei altri modi per procurarmela: quello che voglio evidenziare in maniera forte è soltanto la mancanza dei valori umani che al contrario dovrebbero essere difesi dalla politica a tutela della famiglia e dei figli. La mia protesta – conclude – non vuol dire discriminazione: pretendo, quale onesto cittadino italiano, il diritto alla libera espressione e voglio una precisa risposta da quei politici che vogliono rovinare la società prima cha si troppo tardi. A riguardo di Benigni – conclude – sarei ben felice che venisse a trovarmi per un caffè: sarebbe ricevuto con i modi affabili e cortesi e con l’accoglienza di una persona che sa cosa vuol dire essere un emigrante”.
Dai giovani Socialisti del Circolo della Rosa e dai Democratici di Sinistra parole di condanna per il cartello affisso nel bar di periferia.
Duro il vicesindaco Marcello Risi, dei Ds: “Si tratta di un fatto gravissimo e, per la verità, anche abbastanza stupido e sicuramente inaccettabile; La polizia municipale su precise direttive dell’Amministrazione comunale è immediatamente intervenuta: la città di Nardò non accetterà mai manifestazioni di discriminazione così rozze e vili le quali saranno sempre combattute e sanzionate con determinazione. L’Amministrazione – continua - risponderà con fermezza ad ogni ulteriore gesto discriminatorio da qualunque parte provenga. E opportuno ricordare che fatti come quelli verificatisi sono incompatibili con la titolarità delle licenze commerciali”.
Andrea Vitale parla a nome dei giovani della tradizione di rispetto che proviene dalla storica Nardò: “dispiace vedere il nome della città emergere sulle cronache per vicende povere come questa che, comunque, non vanno sottovalutate. La città sa e deve esprimere altri valori. Il nostro di politici e quello delle persone sensate è un compito importante: far capire ai giovani di cui parla Paladino che la società che stiamo faticosamente costruendo è uno splendido esempio in cui la diversità rappresenta ricchezza e cultura”.
















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