NARDO' - Leggete che cosa diceva Mino Frasca nel 2009, quando era nell'Udc, e che cosa scrive oggi, che è nel Pdl. Quando gli schieramenti non inquinano la coerenza.
OGGI
Come accade ormai con sconcertante puntualità da oltre un anno le pompose dichiarazioni di Marcello Risi, in barba ai richiami e ai suggerimenti dell’opposizione, anticipano fiaschi da capogiro per l’amministrazione comunale. Qualche settimana fa evidenziammo l’inopportunità assoluta e l’inutilità di riallacciare nuovi rapporti con la TRIBUTI ITALIA, ma soprattutto smontammo la tesi che per riavere la banca dati e altri documenti mai restituiti dalla società a Palazzo Personè, per procedere alla riscossione degli oltre 2 milioni di euro di imposte e per vedersi pagato il debito che la società ha con le casse del Comune, si dovesse accettare il ricatto di un nuovo patto con una società già insolvente e in amministrazione controllata e soprattutto che ha seminato guai in mezza Italia. La nostra fu una presa di posizione dettata dal buon senso. Naturalmente non vogliamo anticipare gli esiti del lavoro degli investigatori e nemmeno le sentenze della magistratura, ma la scelta della Giunta di accettare la proposta del commissario straordinario della Tributi Italia è stata incauta e quindi rischiosissima. Ma Risi, con la tradizionale spocchia e con aria sognante, ci disse trionfalmente che il nuovo accordo avrebbe consentito di rimediare agli errori del passato, che le banche dati e i carteggi sarebbero tornati immediatamente negli uffici del Comune, che si sarebbe accelerata la riscossione delle imposte non pagate e che nel complesso si sarebbe potuto fare ordine definitivamente su tutta la vicenda. Ci pare di capire che - stando alla cronaca - nessuno di questi traguardi è nel novero delle cose possibili. Infatti, lo stesso Risi ha fatto una goffa marcia indietro visto che la svolta giudiziaria della vicenda, ad occhio e croce, ci allontana anni luce dai sui sogni di mezza estate. In maniera frettolosa ci verrebbe da dire che il Sindaco si ricrede dopo gli arresti di oggi e non dopo i giudiziosi richiami dell’opposizione. In realtà, non serviva una piega giudiziaria così clamorosa per accorgersi di aver fatto l’ennesima frittata. E se gli arresti di oggi non ci fossero stati? Insomma, una storia che sarebbe comica se non ricadesse sulla pelle dei neretini. E’ vero che un po’ anche per colpa della Tributi Italia, le casse del Comune di Nardò e di tantissimi altri Comuni piangono lacrime amare, ma saremmo curiosi di sapere quante altre amministrazioni si sono rimesse tra le braccia della stessa società per riparare al danno. Certo, non ci fa piacere constatare che ancora una volta avevamo ragione noi.
I fatti di oggi dimostrano per l’ennesima volta che l’operazione San Giorgio-Tributi Italia fu sbagliata ab origine e Risi (nel 2005 vicesindaco) ne è corresponsabile. Dimostrano, poi, che negli anni seguenti tutta la vicenda si sarebbe dovuta gestire in ben altro modo rispetto al colpo di genio di Risi che ci ha rimesso tra le fauci del lupo. E dimostrano infine la ormai conclamata inadeguatezza di questa amministrazione, che un Sindaco confusionario copre maldestramente con annunci e bugie e che ha portato allo sfascio la città di Nardò.
NEL 2009
La richiesta per l'eventuale istituzione di una commissione d'inchiesta per accertare i danni erariali provocati al Comune di Nardò dalla società concessionaria della riscossione dei tributi, è stata presentata, attraverso un'interrogazione al Sindaco, dai capogruppi UDC - CDC Mino Frasca e Rino Dell'Anna.
"Abbiamo preso visione degli atti relativi al bilancio di previsione 2009 depositato in segreteria - si legge nell'interrogazione - ed abbiamo potuto riscontrare come gli impegni assunti in occasione del bilancio di previsione del 2008 dalla società che gestisce il servizio tribuiti comunali, non siano stati onorati, provocando danni e disagi all'attività amministrativa comunale ed ai cittadini"
Altri interrogativi, poi, vengonoi sollevati dai due rappresentanti dell'opposizione a Palazzo Personè. Entrambi, infatti, vorrebbero conoscere la ragione sociale, la sede ed i vertici societari dal momento che dai documenti notificati ai cittadini per pratiche inerenti la gestione dei servizi tributari affidati alla San Giorgio Spa ad oggi non risulta essere la stessa che ha sottoscritto il contratto con il Comune di Nardò.
"Ci chiediamo, inoltre, - proseguono Frasca e Dell'Anna - le ragioni per le quali la San Giorgio non abbia ancora versato nelle casse comunali tutte le somme rinvenienti dagli esercizi precedenti che, da quanto ci è dato sapere, ammonterebbero ad oltre un milione di euro".
Sempre nell'interrrogazione si vorrebbe conoscere a quanto ammontano le entrate rivenienti dal controllo esercitato sul territorio, relativamente a tributi comunali evasi dai contribuenti, riguardanti gli esercizi finanziari pregressi versati e non nelle casse comunali.
"Vorremmo inoltre conoscere, - continuano i due - quali sono le azioni e gli strumenti utilizzati dalla società affidataria del servizio per l'accertamento di tutte le voci tributarie comunali affidatele, ed in che modo l'amministrazione comunale eserciti il dovuto riuscontro circa le mancate entrate rivenienti dagli accertamenti realizzati e non, oltre che un accuarato controllo su quanto comunicato e documentato dalla dalla società concessionaria relativamente agli obblighi contrattuali vigenti".
In base a tutte queste premesse Frasca e Dell'Anna si chiedono se il Sindaco " non ritenga urgente ed indispensabile nominare una commissione d'inchiesta, così come previsto dallo stauto comunale, per accertare i danni erariali provocati al comunedid Nardò dalla società concessionaria e se, la dove dovessero emergere precise e gravi violazioni su quanto stabilito e sottoscritto dal contratto in essere - concludono - rescinderlo comunicando il tutto al Ministero delle Finanze"
















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