NARDO' - Il primo cittadino non si "tiene" né i manifesti né le note politiche di Tarricone e risponde con una lettera indirizzata all'ex assessore. Punto il dito soprattutto sulla parola "dissesto" utilizzata, secondo il sindaco, impropriamente sia da Tarricone che dalle opposizioni.
Carissimo Dott. Lucio Tarricone,
premetto in partenza che le cose che dirò in questa lettera non fanno venir meno la stima professionale che ho nei tuoi confronti: ti considero, come ti considerano molti, un ottimo psichiatra, ma penso che tu abbia forti limiti come politico.
La politica e l'amministrazione non sono proprio il tuo campo e ne dai dimostrazione con articoli e note, a volte anche manifesti, di cui a parte qualche nota ingiuriosa e offese gratuite, non resta nulla se non slogan confusionari, accuse a destra e a manca, battute come quelle che una volta riempivano le trasmissioni di Funari, ma oggi sono inadatte a realtà complesse e difficili e a comunità che reclamano serietà, profondità di analisi, studio, direi pure compostezza.
Leggo che poiché hanno arrestato Giuseppe Saggese, considerato dalla Procura di Chiavari amministratore di fatto di Tributi Italia, l'attuale Amministrazione Comunale dovrebbe dimettersi.
Nessuno, ti assicuro, nessuno riesce a cogliere il senso di questo calunnioso nesso.
Forse tu conosci Saggese e i fatti che lo riguardano meglio di me: se è così ti prego di chiarire meglio le tue fumose osservazioni.
Quanto a Tributi Italia, sono note le vicende che hanno riguardato il nostro Comune, per la verità tra i meno danneggiati, in virtù degli interventi, anche attraverso legali, posti in essere dall'Amministrazione che mi ha preceduto.
Il Sindaco, per essere chiari sto parlando di me, ha l'obiettivo di fare la massima chiarezza su quanto accaduto.
Dello stesso orientamento, senza esitazione alcuna, sono tutti gli Amministratori della maggioranza, compresi coloro che hanno ricoperto incarichi nelle altre giunte.
Detto questo, puoi ben comprendere che la finalità di far luce su tutto è ben compatibile anche con l'ipotesi della commissione di inchiesta che proponi e sulla quale non ho nulla, proprio nulla, in contrario.
Tuttavia, commissione o no, l'attuale Amministrazione non vuole che rimangano punti oscuri.
Abbiamo l'interesse a fare emergere per intero responsabilità piccole e grandi che possono aver determinato errori e scelte sbagliate.
Questa Amministrazione Comunale sul punto non intende fare sconti.
Leggo falsità che non dovrebbero appartenere al corretto confronto politico.
Sostieni, sapendo di mentire, che io attribuirei alle giunte Vaglio la scelta di affidare alla San Giorgio poi Tributi Italia il servizio di accertamento e riscossione delle entrate del Comune di Nardò.
Ma è doveroso ricordare che la decisione fu assunta dal Consiglio Comunale il 30 settembre 2004 ( deliberazione n. 66 del 2004 ) con 18 voti favore e 7 astenuti. Non votò contro nessuno, neppure l'opposizione.
Come ti è noto la Giunta di cui facevo parte come Vice Sindaco entrò nella vicenda solo per nominare la commissione per la gara (perché, non fingere di non ricordare, si fece una gara). La commissione fu composta da quattro tecnici e affidata alla presidenza del dirigente.
Sento il dovere di porti senza giri di parole una domanda: sei a conoscenza di irregolarità e illegalità relative al procedimento? Considerato che ho ben più interesse di te ad andare a fondo, ogni dettaglio potrebbe essere utile.
Quanto al servizio di riscossione, è bene ribadire, senza alimentare tensioni e paure, che dal 2010 Tributi Italia non riscuote più nulla per conto del Comune. Anzi: dal 2010 il Comune riscuote direttamente tutte le imposte. Non esiste, pertanto, più il rischio che i soldi dei contribuenti si blocchino su altri conti o vengano dirottati su strade improprie.
Il tentativo di riavviare una collaborazione con i “nuovi” amministartori di Tributi Italia Spa in Amministrazione Straordinaria al solo scopo di chiudere parte dell'attività che era rimasta sospesa (così limitando i danni per la nostra collettività), è abortito presto perché la nuova dirigenza della società non è riuscita a dare al Comune di Nardò tutte le garanzie che il Comune di Nardò giustamente ha ritenuto di chiedere.
Infine un'ultima osservazione. Leggo che parli di dissesto del Comune. Ma a quale comune ti riferisci? Ma sai cosa vuol dire per un comune andare in dissesto? Ma hai dedicato, anche solo qualche secondo, a guardarti qualche documento?
E' da irresponsabili, e la cosa non ti fa onore, agitare lo spettro di un dissesto che non sta né in cielo né in terra. Fra due settimane questa Amministrazione presenterà alla Città il bilancio di previsione 2012, atto del definitivo risanamento del Comune. Risanamento che è costato sacrifici e scelte difficili (alla faccia di tutti i sapientoni che parlano di dissesto dal giorno che sono stato eletto). Il dissesto per fortuna non riguarda la nostra comunità.
Ritengo che la politica con la P maiuscola debba partire dalla corretta ricostruzione dei fatti e dal confronto leale.
Seguendo la strada della demagogia e del populismo senza arte, né parte ci si incammina su un percorso che i cittadini non apprezzeranno mai, poiché a chi amministra chiedono serietà, determinazione e soluzione dei problemi.
Con i migliori saluti.
Marcello Risi
















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