NARDO' - Tutto condivisibile quello che scrive il vicesegretario Udc meno il passaggio sui "Torquemada": senza gente così in Italia non si scoprirebbe mai nemmeno una magagna. Ad arrivarci cinque anni dopo, sulla scena del delitto, sono buoni tutti.
NOTA UDC
La maxitruffa e, gli “immensi profitti” perpetrati da Giuseppe Saggese e dalla famigerata Tributi Italia, anche a spese della nostra Nardò, sarebbero stati conseguiti in oltre 400 comuni. Uno scandalo, l’ennesimo per la verità, di portata nazionale.
La Tributi Italia S.p.A. “una volta incassate le somme, anzichè riversarle nelle casse degli enti le tratteneva sui propri conti. Attraverso rapporti con altre società, tutte riconducibili a Saggese, quei fondi – così come riportato dagli organi di informazione - poi sparivano, pare, nelle tasche di quest'ultimo”.
Sulla vicenda auspico che l’inchiesta proceda rapida, in maniera tale da accertare anche eventuali complicità e responsabilità, ove ve ne fossero, di faccendieri e politicanti locali, che se si dovessero ravvisare, mi auguro che rispondano dei reati commessi.
Intervengo anche per sottolineare l’inutilità di costituire superflue commissioni di indagini interne che lascerebbero il tempo che trovano e, soprattutto, non sortirebbero un alcunché. Mi auguro anche che, chi abbia in questa fase lanciato accuse, anche gravi, lo abbia fatto sulla scorta di motivazioni solide ed incontestabili, e non solo per l’irrefrenabile desiderio di ergersi ad, improbabile per altro, Torquemada di turno.
Penso altresì che le ultime vicende dimostrino che esternalizzare il servizio di accertamento e riscossione dei tributi sia un percorso da rivedere. Sono decisamente contrario ai carrozzoni che, invece di essere le strutture di riscossione e recupero crediti dovute, diventano dei buchi neri in cui si rischia di dissolvere risorse indispensabili allo sviluppo della nostra comunità.
Penso che anche la Cerin, alla luce di quanto da più parti evidenziato, debba essere al più presto accantonata. Anche perché la nostra Nardò può contare su professionalità di tutto rilievo, che senza sprecare risorse importanti, soprattutto in questa difficile congiuntura economica, potrebbero garantire un servizio di riscossione efficace ed efficiente.
Nell’eventualità di affidamento all’esterno, la riscossione non avviene direttamente nelle casse comunali, e ciò genera perdita di controllo dei flussi di cassa e concreti rischi derivanti dai possibili mancati o ritardati riversamenti nella casse comunali da parte del concessionario di turno. Con conseguenze a dir poco disastrose sulle, già poco pingui in verità, casse comunali.
Penso dunque che sia opportuno che un servizio siffatto, così come tutti quelli che sono portatori di interesse rilevante per la nostra comunità, debba necessariamente rimanere sotto il pieno controllo pubblico.
Marco Marinaci
Vice segretario Udc
















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