NARDO’ – E sul consiglio comunale, interviene il neo eletto presidente della comunità militante Andare Oltre, Giuseppe De Pascalis. “Tocca dapprima all’approvazione dell’Anagrafe degli eletti, mozione proposta dallo stesso Mellone.
Dopo la sottoscrizione unanime della stessa e l’approvazione in Commissione, una volta giunta in Consiglio qualche consigliere, spalleggiato da un sindaco insolitamente nervoso sul tema, solleva problemi di compatibilità dell’istituto dell’Anagrafe degli Eletti con la normativa sulla privacy. Problema di cui solo taluni brillanti consiglieri neretini si son resi conto dato che tutte le principali Città italiane hanno da anni un’Anagrafe obbligatoria. Ostacolo agevolmente superato con un emendamento dello stesso Mellone che prevede “la sigla al posto del nome per esteso del concessore di incarichi e consulenze”.
L’anagrafe degli eletti diviene così obbligatoria per tutti gli amministratori neritini con 21 favorevoli e 2 astenuti. Si passa ad un contributo di 5 mila e 300 euro per due scuole paritarie (private) concesso dal Comune di Nardò. Dopo la relazione dell’assessore Falangone interviene il consigliere Mellone che dichiara di essere contrario a qualsiasi tipo di finanziamento pubblico a scuole private. “Unico contrario lo stesso Mellone. Perfino Sel è favorevole alla delibera”, aggiunge Giuseppe De Pascalis.
Poi il tema più caldo secondo le previsioni della vigilia: il rinnovo del collegio dei revisori dei conti. Sulla "testa" dell’Amministrazione pendeva un macigno pesantissimo, una nota del prefetto, Sua Eccellenza Giuliana Perrotta, che riteneva “necessario garantire la continuità dell’organo collegiale concedendo la prorogatio di 45 giorni” ai 3 revisori in scadenza il 28 novembre così come previsto da un Decreto Ministeriale e da due circolari del Ministero degli Interni. “La maggioranza di Risi, con toni decisamente vendicativi – dice De Pascalis - ha pensato bene di ignorare completamente le parole del Prefetto, che nei giorni scorsi aveva ricevuto una delegazione dell’opposizione composta da Mellone, Capoti, Natalizio e Dell’Angelo Custode. Uno strappo istituzionale abbastanza evidente dettato, forse, dalla volontà di “vendicare” lo sgarbo (considerato tale da alcuni consiglieri di maggioranza) della denuncia alla Procura della Corte dei Conti da parte dei 3 revisori uscenti. Prima d’iniziare Mellone solleva una questione pregiudiziale ex art. 58 del Regolamento di Autonomia Organizzativa e Contabile chiedendo conseguentemente il ritiro della delibera”. Motivo? Questi i fatti:
“In data 22 novembre alle ore 12.25 il consigliere Mellone si recava in Segreteria chiedendo la consegna della documentazione relativa al predetto consiglio e in particolare alla delibera sul rinnovo del collegio. La delibera non risultava depositata né essere a disposizione dei consiglieri comunali. Un fatto gravissimo in aperta violazione dell’art. 40 del Regolamento di Autonomia organizzativa e contabile che prevede che nei 3 giorni liberi (non lavorativi) precedenti il Consiglio siano a disposizione dei consiglieri le delibere e gli allegati. Dopo 45 minuti, alle ore 13.10, la delibera veniva consegnata al consigliere Mellone del tutto incompleta. 3 fogli a fronte di un “malloppone” di centinaia e centinaia di pagine di cui è composta la delibera. Una delibera consegnata con consistenza e contenuti differenti ai diversi consiglieri comunali. Il fatto che alle 12.30 la delibera non fosse a disposizione dei consiglieri veniva attestato al nostro Pippi addirittura da un certificato rilasciato dallo stesso Segretario comunale di suo pugno”.
“Il consigliere Mellone chiede di poter vedere la delibera completa e sventola in aula a tutti i presenti la differenza tra le 3 pagine a lui consegnate, per giunta intempestivamente, e le migliaia successivamente depositate in segreteria. Ma la maggioranza, incurante di leggi e regolamenti, sorvola anche su questo e boccia con 13 voti contro 6 la proposta di ritiro per violazione del Regolamento presentata dal Mellone. 3 consiglieri di maggioranza si astengono, segno che qualcosa non andava effettivamente anche secondo qualche mente più lucida. Poi arriva il voto che decreta l’elezione di Massimo Perrone e Carlo Martina per la maggioranza e Gino Colomba per l’opposizione come revisori contabili. 3 professionisti a cui vanno i nostri migliori auguri.
Ma il vero psicodramma per la maggioranza si consuma sulla votazione per l’Area Marina Protetta. Mentre la minoranza vota all’unanimità per Mino Natalizio, il candidato di Sel a tale ruolo viene “trombato” dall’accordo tra le ali “reazionarie” della giunta Risi, Io Sud-Udc-Partecipa. L’assessore Renna (Sel) sbotta, va su tutte le furie e infine abbandona l’aula urlando “bravi, bravi” all’indirizzo della sua maggioranza”.
















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