
NARDO' - Non quel film, ma il Pd a Nardò ha comunque una buona trama.
Novità nel congresso di domenica prossima
“Un mercoledì da leoni” e non il film di John Milius quello che è accaduto il 30 gennaio nella sezione Pd di Nardò. Stavolta il surf non c’entra e nemmeno si può parlare di onde assassine. Niente epopea di grandi mareggiate e piuttosto un mare mosso che finisce in bonaccia. Soltanto che si celebrava (finalmente!) il congresso dopo due anni e forse più di frattura al suo interno e col capolavoro di spaccarsi anche durante l’ultima campagna elettorale.
E’ successo, però, che la macchina amministrativa non abbia funzionato a dovere ma, s’é visto, non mancavano le attenuanti. A dire il vero, si era trattato di una convocazione-lampo, “improvvisa” da parte del segretario provinciale ( nel senso che era stata più volte richiesta) e per giunta da farsi in un giorno feriale. Risultato? C’era chi sapeva e chi no, chi aveva ricevuto la convocazione cartacea, chi lo aveva appreso per caso e chi dalla rete, dell’importante appuntamento.
Insomma, per come era tutto avvenuto, qualcuno ha anche parlato di pratiche carbonare. Sorrisi. La bagarre iniziale che c’è stata non ha comunque buttato tutto all’aria, perché dopo qualche randellata e scorie provenienti dal passato, si è detti tutti convinti dell’importanza di ripartire. Col Pd coeso in vista delle prossime elezioni politiche. Soltanto che non c’erano le condizioni, quella sera, per celebrare il congresso – il senso di molti interventi – per procedere, per chiarirsi e per dare spazio alle eventuali mozioni.
Di qui il richiamo al rispetto delle regole sulle quali c’è stata piena intesa. Ne è seguita la richiesta, sollecitata da più parti, di operare un breve rinvio, trasformando di fatto l’incontro in assemblea pubblica, dove pure sono emerse delle cose davvero interessanti. Intanto l’auspicio di una posizione unitaria e relativa mozione, rispetto a cui c’è stata piena intesa.
Peraltro, che senso avrebbe tornare a dividersi dopo quello che è successo?
Eppoi, tornare protagonista della politica cittadina, incidere significatamente sul tessuto sociale di Nardò, dare respiro a pratiche di sviluppo e protagonismo, finanche a “dare una mano” a una coalizione appesantita e che comincia a mostrare qualche affanno. Di qui l’urgenza di ricostruire non solo organizzativamente il partito, confermatosi tale anche nelle difficoltà, capace di mettersi in discussione e aprirsi alla società come pure gli ultimi appuntamenti hanno dimostrato.
Sicchè il rinvio fissato per domenica 3 febbraio alle ore 10 (tutti avvisati!), è stato oggettivamente una cosa utile e di buon senso per partire col piede giusto. A questo punto, ci sono tutte le condizioni per far bene al congresso e soprattutto di rendere visibile il proprio apporto politico. L’auspicata mozione unitaria potrà, pertanto, porre le premesse del rilancio del partito e tutto ciò avrà significato che il mare si è calmato e si è pronti a riprendere la navigazione.
Luigi Nanni
















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